In HIM we Trust

H.I.M. :amore per l’Heavy Metal

10 -feb -2014 Parole: Brian Giffin Ultima versione : Tears on Tape (Universal ) Sito web : http://www.heartagram.com Sito del festival : www.soundwavefestival.com

Gli esponenti del Love Metal H.I.M. hanno affrontato un momento difficile dalle loro ultime apparizioni in Australia nel 2010. Durante le registrazioni del loro ultimo album Tears on Tape, al batterista Mika Karpinnen è stata diagnosticata un’infiammazione ai nervi in entrambe le mani e la band è stata virtualmente costretta all’inattività per quasi un anno mentre recuperava. Da allora tuttavia, Karpinnen ha avuto un recupero completo e la band ha trascorso la maggior parte dello scorso anno di nuovo in viaggio. Loud ha recentemente raggiunto il leader del gruppo Ville Valo per parlare dei loro prossimi concerti al Soundwave, dell’incertezza causata dall’infermità di Karpinnen e sul perché ci sono così tanti gruppi metal in Finlandia.

 

E’ passato un po’ di tempo da quando abbiamo visto gli H.I.M. qui in Australia.

L’ultima volta è stata nel 2010 quando abbiamo partecipato al Soundwave [Festival]. C’erano i Faith No More e i Jane’s Addiction come headliners. Quindi è passato un po’ di tempo. Non siamo stati molto in tour dopo gli show australiani. Abbiamo iniziato a lavorare sull’album che finalmente è uscito in aprile e da allora siamo stati sempre in tour. Ma abbiamo dovuto superare un sacco di momenti drammatici. Il nostro batterista ha avuto un problema medico con le sue mani e ci siamo dovuti fermare per alcuni mesi ed è stato abbastanza drammatico e molto frustrante per tutti quelli coinvolti, ma fortunatamente adesso lui è in gran forma e sta suonando con noi in tour senza nessun problema quindi spero che continui.

 

Come sono i tuoi ricordi di quel tour?

Beh, sai che è grandioso per noi venir giù dalla Scandinavia perchè si sa che le giornate sono lunghe circa sei ore. E’ molto molto buio, gelido, montagne di neve ovunque… perciò è bello essere di nuovo sotto il sole. E’ bello fare il pieno di sole. L’ultima volta è stato abbastanza divertente perché un sacco di band viaggiavano negli stessi bus e negli stessi voli, e anche noi abbiamo avuto un momento di tempo libero tra le date del festival e abbiamo avuto l’opportunità di vedere i Jane’s Addiction suonare il loro concerto complementare. E’ davvero molto differente. E’ bellissimo ed è grandioso il modo in cui funziona la baracca. Hai la possibilità di incontrare persone da tutto il mondo e sparare cazzate e scambiarsi le proprie esperienze. Questo è ciò che lo rende grande. Non è solo andare lì, suonare allo show, partire e poi via verso il prossimo così che non hai il tempo per apprezzare l’intera atmosfera del festival. Questa è la cosa bella del Soundwave, sta tutto nell’atmosfera.

 

Hai stretto amicizia con qualcuno in particolare durante il tour?

Non si tratta necessariamente di stringere relazioni che durino per sempre con qualcuno, era più una cosa del tipo che tutti si divertivano. Era un ambiente senza stress, e anche con i giorni di riposo, era bello essere con persone provenienti dall’altra parte del mondo, solo per passeggiare e incontrare persone del luogo e sedersi per una birra chiara. Questa era la cosa speciale, e qualcosa che non vedo l’ora di rivivere.

 

Tears on Tape è stato il vostro primo album dopo quasi quattro anni. Qual è stata la reazione quando è stato pubblicato?

Oh, beh io non mi ricordo bene. Penso che sia venuto abbastanza bene. Penso che la forza di un album viene misurata quando vai in tour. Abbiamo girato il Nord America, ma non eravamo gli headline in Nord America, eravamo co-headlined con una band danese che si chiama Volbeat che ovviamente sono anche al Soundwave. Quando sei in una band devi viaggiare e vedere le facce della gente quando suoni e a volte una canzone non risuonerà per una ragione o per l’altra – a volte è tutto il contrario. E questo, penso, personalmente lo trovo interessante e fa in modo che valga la pena farlo perché non è sempre lo stesso, sempre lo stesso tutti i giorni. Voglio dire che sarebbe terribile se lo fosse, perché altrimenti sarebbe solamente la stessa vecchia stronzata ogni santo giorno, ma ovviamente è tutto l’opposto perciò è davvero grande per noi. E’ interessante scoprire come la gente sta reagendo all’album dal vivo, specialmente in questo clima dove le persone non comprano più dischi, il che vuol dire che le band devono andare in tour per guadagnarsi da vivere. Così ci sentiamo davvero speciali perchè abbiamo ancora il potere del tour per convincere la gente ad andare al botteghino.

 

Hai detto che gli H.I.M. hanno avuto una lunga pausa a causa dei problemi con il batterista. Dev’essere stato frustrante far passare il periodo necessario per il recupero. Cosa stavi effettivamente facendo in quel momento? Avevi paura di doverlo rimpiazzare o che gli H.I.M. non sarebbero stati in grado di continuare?

Vedi penso fosse più paura di… siamo stati insieme per molto tempo e siamo amici. Siamo cresciuti insieme, più o meno, da quando eravamo adolescenti era una di quelle cose in cui ci chiedevamo come potevamo cavarcela. Non ero certo che saremo stati in grado di continuare –per niente. Ovviamente questo ci rendeva veramente depressi. E’ stato un momento duro. Molto, molto duro. E ovviamente era molto dura per il batterista perché i dottori non sapevano se sarebbe mai stato capace di suonare ancora. Perché con questo tipo di infortuni non si può mai dire. Devi solo fare fisioterapia passo dopo passo. E questo è quello che ha fatto, e complimenti a lui perché non si è arreso. Suona la batteria da quando aveva 4 o 5 anni e adesso ne ha più di 40, quindi non c’è da stupirsi!

 

Prima hai detto che le ore del giorno sono molto corte – ho fatto questa domanda a molte band finlandesi prima perchè ne abbiamo avute molte qui – ma è questa la ragione per cui ci sono molte band di musica pesante che vengono dalla Finlandia?

Beh, gli inverni sono così lunghi e così scuri e così freddi che sbattere la testa ti tiene caldo! Non lo so. Un sacco di musica classica finlandese per esempio – e molta musica pesante è influenzata dalla musica classica – è molto forte e appassionata e molto scura e cupa e malinconica, e ovviamente si tratta di un paese piccolo ed è proprio vicino alla Russia e loro hanno la musica classica che è molto cupa in un modo molto bello, e che ha molta influenza sul modo in cui suonano molte band metal. Non abbiamo molta musica pop buonista qui, e sono molto grato per questo.

 

Dove speri di portare la band dopo il Soundwave? Ci sono ancora posti dove vorresti suonare in cui non sei mai stato?

Beh, la primavera sarà molto interessante perchè dopo l’Australia faremo un piccolo viaggio verso il Nord America e dopo andremo in Sud America, e questa sarà la nostra prima volta là e concluderemo la prima parte del tour a Buenos Aires. Questo sarà davvero grandioso perché non siamo mai stati lì. E se tutto andrà bene andremo anche in Cina per la prima volta tra pochi mesi. Quindi ci sono alcuni posti che non abbiamo visitato, che è anche una buona cosa. E’ bello che ci siano ancora sfide da affrontare e nuovi posti da vedere e nuove culture da studiare, per dire. E’ un viaggio antropologico dall’Inferno!

 

Dev’essere grandioso affrontare ancora tali sfide. 15 anni fa era praticamente impossibile portare una band in posti come la Cina.

Ci sono anche un sacco di cose che erano diverse quando abbiamo iniziato come band. Un sacco di gente diceva che non potevamo suonare e cantare in inglese – non funzionerà e ad ogni modo non avrete mai la possibilità di suonare in nessun posto fuori dalla Finlandia, perciò perché non cantante semplicemente in finlandese e fate quello che facciamo tutti! Questa è stata la nostra prima sfida. E poco alla volta siamo stati capaci di convincere gli altri paesi ad apprezzare quello che facevamo, ed è stato un lungo, lungo viaggio. Abbiamo pubblicato il nostro primo EP nel 1996 e abbiamo suonato il nostro primo tour internazionale nel 98 in Germania, Austria e Svizzera, e ad ogni album ci siamo allargati sempre di più. E penso che sia una gran cosa, specialmente per una rock band. Se ci avessero dato tutto subito e avessimo ottenuto immediatamente un successo planetario penso che non saremmo più insieme. Penso che probabilmente ci avrebbe dato alla testa.

 

E’ interessante il fatto che tu abbia menzionato il cantare in inglese, perchè ho parlato con Tuomas degli Amorphis di recente e ha detto che crede che il finlandese non sia veramente una lingua molto naturale per cantare il rock. Cosa ne pensi?

Oh beh, sai ci sono sempre eccezioni che confermano la regola – quando pensi a band come i Rammstein, nessuno avrebbe mai pensato che una band di industrial rock avrebbe funzionato in tedesco, e poi ci sono i Kveletak dalla Norvegia che cantano in norvegese. Sono anche riusciti ad avere successo fuori dal loro paese di origine. Perciò ci sono sicuramente delle eccezioni. Ma il finlandese… non ci sono molte persone che lo parlano, è abbastanza stonato. Suona come un pedale di distorsione su una chitarra che viene svuotato della sua potenza da batterie troppo deboli!

 

Hai qualcosa in fine da dire ai fans australiani?

Solo che spero che avranno l’opportunità di venire a vederci, perchè come abbiamo detto prima, è passato molto tempo da quando siamo stati in grado di venire nel vostro paese.

 

Brian è l’editore di Loud. Conduce anche uno show radiofonico il mercoledì sera sull’emittente 89.1fm e si occupa anche di The Australian Metal Guide.

 

Seguite gli H.I.M. al Soundwave:

22/2: RNA Showgrounds, Brisbane QLD
23/2: Olympic Park, Sydney NSW
28/2: Flemington Racecourse, Melbourne VIC
1/3: Boynthon Park, Adelaide SA
3/3: Claremont Showground, Perth WA
 Suoneranno anche in due show con I Nostalghia e i The Defiled:
25/2: Metro Theatre, Sydney NSW
26/2: 170 Russell Street, Melbourne VIC

heart

Traduzione italiana a cura di Katia Arduini  – Revisione: Mariangela Mariga.  

 

Fonte
“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

 

Posted by H_T

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