In HIM we Trust

HIM- “Il Metal ha tutto per me!”

Gli HIM hanno coinvolto e affascinato i fans negli ultimi 23 anni.

La band finlandese del Love Metal ha rilasciato recentemente il suo ottavo album Tears on Tape e ha appena finito il suo secondo Soundwave Festival .

“Metal Obsession” ha avuto il piacere di sedersi con il frontman degli HIM, Ville Valo,  al Soundwave Melbourn 2014 e parlare del loro ultimo album, del metal e dei fans.

MO: Come avete vissuto il festival finora?

VV: Bene, è selvaggio, colorato, interessante, molto diverso da tutti gli altri festival in cui siamo stati fin’ora. Questa è la seconda volta che suoniamo al Soundwave ed è grande. Hai la possibilità di passare del tempo con alcune band perché ci sono dei giorni di riposo e si hanno le performance “secondarie”. E’ un festival unico e molto originale. Ci stiamo divertendo molto.

 

MO:Ci sono band di cui siete appassionati e a cui avete dato uno sguardo?

VV: Sfortunatamente non abbiamo avuto tempo. Speravo di vedere i Rob Zombie fare la loro performance, ma quando sei in tour la cosa più importante è tenersi in forma  e sotto controllo. Così se tu sei troppo impegnato arrivi solo ad ucciderti. Così stiamo semplicemente sognando, sto sognando i Rob zombie.

 

MO: Come si confronta il pubblico Australiano a quello Europeo o scandinavo?

VV: Le persone sono persone, questo dipende dalla serata, da come la band suona, e dalla canzone. A volte c’è più amore nell’aria, altre volte più aggressività, a volte c’è più passione o si è più pensierosi e dark. Questo è tutto, puoi cantare la stessa canzone in diversi Paesi e diverse città ed ogni sera è un po’ diversa,  c’è una prospettiva diversa, un eccitazione diversa e per questo vale la pena di farlo, non è ripetitivo.

MO: Puoi spiegare cos’è il love Metal e cosa ti ha ispirato nel creare questo stile?

VV: L’idea di base quando siamo partiti, era che c’era ovviamente una grande quantità di categorie diverse e noi siamo grandi fan dei Sabbath e dei Type o Negative e di tutti questi tipi di band, ma non pensavamo di essere gothic o abbastanza pesati. Così abbiamo voluto avere un atmosfera d’equilibrio. Abbiamo qualcosa di debole e qualcosa di realmente mascolino insieme e un po’ di divertimento. Questa era l’idea, semplicemente di suonare musica malinconica con una punta forte e chitarre sfocate.

MO: Ho letto che hai detto che molti stili di metal non apprezzano il femminile, io penso che sia carino che il love metal lo faccia, perché è così importante per voi riconoscere le donne nella vostra musica? 

VV: E’ importante nella vita in generale e ovviamente questo si traduce nella musica. Non è qualcosa che abbiamo pensato, questo è il modo di fare musica, questa è una nuova prospettiva ma io penso sia normale apprezzare il fatto che abbiamo una madre e che nasciamo da un utero, cose di questo genere.

MO: Cosa ti ha spinto al genere metal?

VV: Il volume, il volume e il ritmo. Non sono mai stato un grande fan della musica classica e ascolto molte cose folk, ma il metal e l’hard rock  per me sono tutto. E’ catartico, fisicamente e mentalmente. Sai, un po’ di bella musica folk può essere catartica in un senso molto emotivo ma questo è il meglio dei due mondi.

MO: Il vostro ultimo album Tears on Tape è stato autoprodotto, è una posizione molto diversa in termini di distribuzione e impegno del lavoro. C’è stata una ragione specifica che vi ha portati all’auto produzione?

VV: Fondamentalmente solo per provare qualcosa di diverso. Come sai, l’industria sta attraversando un vortice e la gente tende a cambiare la propria etichetta così spesso che varie band hanno il problema di firmare con un etichetta che realmente amano e poi la gente lascia la compagnia prima che l’album sia uscito. Così noi abbiamo cercato di fare qualcosa di diverso. Qualcosa è venuto fuori, altro non è venuto bene ma stiamo cercando di capire il modo perfetto di agire. Si incentra tutto sulla musica e sulla tempistica e allo stesso tempo c’è quello che sta succedendo nel mondo, la situazione politica e cose del genere, ci sono così tante variabili e non c’è un modo per essere sicuri e certi che si stia andando verso la perfezione.

MO: E’ stato difficile raggiungere accordi per la distribuzione del disco?

VV: Fin dall’inizio siamo stati concentrati molto su noi stessi. Ci siamo chiusi nello studio  e comunque non abbiamo consentito l’accesso a molte persone. L’aspetto creativo non è cambiato così tanto. Stiamo ancora cercando di capirlo. E’ la prima volta in Australia che incontriamo queste persone dell’Universal. E’ ancora un processo di apprendimento.

MO: Avete rilasciato diversi singoli attraverso le diverse etichette scelte per la distribuzione, c’è stata una ragione per questo o è stato come per dire ‘’possiamo farlo e lo facciamo’’?

VV: Esattamente questa è stata solo improvvisazione, provare a fare qualcosa di diverso, non fare le stesse vecchie cose come prima. Sta cambiando tutto continuamente così si prova a fare qualcosa di diverso e a volte funziona, a volte no. Ma non è molto grave, non abbiamo avuto fogli di Excel su ciò che stavamo facendo.

MO: Cosa ha ispirato l’album?

VV: Lo hai appena detto. E’ su ogni cosa che ti fa arrabbiare, su ciò che ti fa meravigliare, su ciò che ti fa pensare perché sono qui e cosa diavolo ci sto a fare. Questo ti fa prendere una chitarra e ti fa scrivere una canzone.

MO: C’è una bella e tuttavia violenta poesia nei tuoi testi, scrivi poesie oltre ai testi?

VV: Io scrivo solo musica, ciò viene insieme. E’ carino avere un testo un po’ più malinconico con una musica forte. E’ importante avere una colonna sonora per i testi, essi non vanno per conto proprio sfortunatamente.

MO: Come ti senti a proposito dei fan che hanno tatuati le vostre canzoni o l’Heartagram?

VV: E’ pazzesco. Quando dai vita ad una band non hai idea di come andrà, se è possibile non puoi decidere se i fans saranno sempre fedeli o meno. Così noi siamo tuttora sbalorditi e stupiti da tutto questo.

MO: Deve essere elogiativo, in un certo modo.

VV: E lo è infatti, arrossiamo sempre.

MO: Questo è carino. E’ bello che apprezziate i fans  e che il vostro ego non sia volato via.

VV: Noi stessi siamo fan. Noi siamo fan dei Rob Zombie, noi siamo fan di molte band in questo tour.

heart

Traduzione italiana a cura di Claudia Micacchioni

  Fonte

“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

 

Posted by H_T

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