In HIM we Trust

HIM e Anathema fanno tremare l’Irving Plaza di New York.

Di Christa Titus, New York 17 Marzo 2014 12:37 PM EDT

A cinque minuti dall’inizio dello show di sabato (14 marzo) e ben prima degli headliner HIM, l’Irving Plaza di New York era già tutto esaurito per il gruppo d’apertura Anathema, la band inglese tornata per la prima volta dopo lo show trionfante dello scorso settembre al Gramercy Theater. Tuttavia, gli Anathema erano solo metà della storia. L’applauso fragoroso piovuto dopo che la band progressive rock esistenziale ha terminato il loro set di sei brani era solo un preludio alle urla capaci di spaccare la testa che sono esplose quando la band finlandese hard rock HIM ha rivendicato il palco.

 

Gli HIM hanno avuto il vantaggio agrodolce della domanda repressa: la band era letteralmente alla vigilia di iniziare un tour in America del Nord lo scorso maggio quando il cantante Ville Valo si ammalò con seri problemi respiratori. Stava per ricevere un premio al Golden God Awards per avere la fan base più fedele quando quel tour è stato cancellato. La reazione isterica della folla dell’Irving Plaza all’arrivo del gruppo, costruita sul passaparola che stanno suonando al top della forma, si è rapidamente dimostrata corretta. Per i successivi novanta minuti, non c’è stata una pausa nella performance massiccia degli HIM o nel loro volume.

 

Gli HIM e gli Anathema hanno entrambi esaminato la turbolenta attrazione tra l’amore e la disperazione, con questi ultimi che si sono evoluti da un metal scuro verso uno stile d’ispirazione rock. Gli Anathema erano un po’ più stretti rispetto al palco più largo del Gramercy, ma questo non ha inibito l’avvincente prestazione di “Deeper, ” un intimo “addio mio amore” “Untouchable, Part 1” e “Untouchable Part 2,” e il brano ad alta quota “Thin Air,” che hanno trovato un nuovo crescendo ad ogni minuto. Il cantante/chitarrista Vincent Cavanagh ha aperto la strada con suo fratello Daniel (anche alla chitarra) e con il co-cantante Lee Douglas, facendo serenate nella stanza come un Romeo sempre fedele.

 

A differenza della maggior parte dei frontman, la presenza di Valo è disinvolta e misurata. Questo potrebbe essere in parte dovuto al suo stile di canto: è un ragazzo magro che proietta una cantilena nel classico stile di Boris Karloff, e che richiede sforzo, non importa quanto sia rilassato al microfono. Valo ha lasciato i movimenti frenetici al bassista Mikko “Migé” Paananen, il quale ha camminato con passo pesante per il palco angusto come un pazzo furioso. Il chitarrista Mikko “Linde” Lindstrom, il batterista Mika “Gas Lipstick” Karppinen e il tastierista Janne “Emerson Burton” Puurtinen erano altrettanto scatenati, ma era impossibile distogliere lo sguardo da Paananen. Era perennemente sul punto di marciare fuori dal palco senza rendersene conto.

 

Gli HIM hanno creato l’atmosfera attaccando con i pezzi più conosciuti del loro repertorio, estratti dal loro ultimo album, “Tears on Tape,” partendo dalla title track e “All Lips Go Blue.” Quest’ultima traccia era in linea con il ritmo inesorabilmente brutale che la band aveva da offrire, mettendo il metal in chiave “love metal”, etichetta con cui viene descritta da molto tempo.

 

L’assalto degli HIM è iniziato con “Buried Alive by Love”, muovendosi tra i brani guidati dalle tastiere “Wings of a Butterfly, ” “Right Here in My Arms” e ondeggiando al groove di “The Kiss of Dawn.” Le prime note del più grande successo degli HIM negli Stati Uniti, la canzone d’amore sacrificale “Join Me in Death,” ha visto la folla cantare prima che Valo potesse iniziare, e la band ha continuato ad alimentare la frenesia con la supplica “Your Sweet 666.”

La loro cover ispirata del brano di Chris Isaak “Wicked Game” – un lamento sognante che il quintetto ha trasformato in un ringhio ardente di angoscia sessuale – non ha deluso, e “Into the Night”, che ha aiutato a portare la serata verso la chiusura, ha detto giustamente addio con le parole, “Into the night we ride/Scars wide open/Into the night, you and I, torn and broken.”

heart

Traduzione italiana a cura di Katia Arduini – Revisione a cura di Claudia Micacchioni

Fonte
“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

Posted by H_T

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