In HIM we Trust

HIM: Eventi che segnano.

Se lo scorso fine settimana abbiamo accolto il debutto degli AFI in Cile, questo martedì siamo stati coinvolti nel debutto di un ‘altra band che possiede un devoto e numeroso seguito nel nostro Paese (ancora più grande degli AFI), la band finlandese HIM condotta dal carismatico Ville Valo, che ha tenuto svegli milioni di fan che hanno fatto salti di gioia quando, negli ultimi mesi dell’anno scorso è stato annunciato il primo concerto degli inventori del Love Metal, nella capitale.

E’ molto probabile che molti che hanno assistito allo spettacolo degli AFI, martedì scorso si trovavano al Teatro Caupolican, dopo tutto entrambe le band a proprio modo, hanno fatto la storia della scena gotica mondiale, gli HIM sono coloro che richiamano i luoghi più oscuri del genere persuadendo i loro fan con riff metal e testi che percorrono gli angoli più profondi e malinconici dell’anima, in un mix che ormai è diventato un marchio di fabbrica, e si sono fatti attendere per troppo tempo per fare un live di fronte ad un pubblico che non è accorso in massa al recinto di San Diego, ma che è riuscito a formare una gran folla e, più importante di tutto, era totalmente connesso alla band e alla sua musica. Come se fossero stati invitati alla serata solo un preciso gruppo di persone.

Quasi puntuale, il gruppo è salito sul palco, di fronte ad un’ovazione completa, soprattutto da parte del pubblico femminile che ha subito rivolto l’attenzione al frontman che è sicuramente il pilastro unico e fondamentale che ha fatto adorare la band l’altra sera.

Il ragazzo conosce bene il suo posto sul palco e con gentilezza ha preso la scena, oltre a conquistare l’audience con la sua voce che va da un tono molto scuro, ad un acuto nel miglior stile dei cantanti heavy metal degli anni 80. Peccato che il suono non ha accompagnato completamente la band, per ciò che riguarda la tastiera di Janne Burton Puurtinen, quasi nascosto per gran parte dello spettacolo, e la cosa peggiore di tutte: la mancanza di chiarezza e definizione della voce di Valo, che calava quando il cantante usava i suoi toni più bassi e che non poteva essere apprezzata a pieno. Per fortuna il pubblico ha accompagnato con la sua voce quasi tutto il concerto con la grinta che ha mostrato fin dall’inizio con la canzone di apertura “Buried Alive by Love”, seguita dal singolo “Rip out the Wings of a Butterfly”, che ha steso il Caupolican davanti al fascino degli HIM.

La prima pausa della serata è stata fatta dallo stesso cantante che si è fermato a chiedere ad un fan in prima fila se stava bene, perché il caos che si era formato davanti al palco aveva messo in una difficile situazione i fan che hanno dovuto lottare per mantenersi in piedi e non perdere le posizioni privilegiate che avevano raggiunto. Dopo aver verificato che la ragazza stava bene, il concerto è continuato con “Right here in my Arms”, ospite speciale un reggiseno caduto sul palco, in contrasto con il mazzo di fiori ricevuto dal frontman più tardi, riprova del fatto che quest’uomo è in grado di risvegliare dai sentimenti più puri alle passioni più carnali.

Il rock più pesante è stato realizzato con “Kiss of Dawn”, mentre Valo ha abbandonato il palco, lasciando la scena per un istante ai suoi compagni, ma la scarsa intensità del pubblico con i musicisti ha messo in risalto il peso che ha il leader nel gruppo, che è tornato con la chitarra acustica in mano per eseguire “All Lips Go Blue”.

Con un potente set di luci, il concerto ha avuto un’atmosfera perfetta per canzoni come “Your sweet Six Six Six” e “Passion’s Killing Floor”, dipingendo una notte stellata o un inferno, dove la sagoma dei musicisti finiva per formare un quadro perfetto tra le melodie del gruppo e i passaggi più violenti di “Soul on Fire”, o i più calmi come l’applaudita cover di Chris Isaak “Wicked Game”. Il fatto che ci sono state tante parole dedicate al pubblico è stato apprezzato, il minimo per ringraziare della partecipazione, la passione e la lunga attesa.  Anche se alcuni avrebbero voluto più feedback con la band, il gruppo è stato attento a suonare la maggior parte del materiale possibile in un’ora e quaranta di spettacolo. Senza tregua, hanno suonato canzoni come “Tears on Tape” che dà il nome all’ultimo LP degli HIM e “Poison Girl” che ha avuto come unico protagonista il cantante, illuminato dall’alto, mentre i suoi fan non hanno potuto far altro che lasciarsi andare alla musica.

Il primo bis è stato fatto con “The Funeral of Hearts”, con il cantante che ha avvisato che prima di andare avanti con lo spettacolo sarebbe andato al bagno e a fumare un attimo. Con il suo ritorno, “It’s all Tears” e “When Love and Death Embrace” hanno rubato la scena, degna conclusione dello spettacolo con tutto il pubblico che cantava e un misto di gioia e felicità che poco si sposa con lo stile degli HIM.

E’ per questo che il concerto doveva terminare nella miglior tradizione Love Metal, con un pizzico di oscurità, “Sleepwalking Past Hope”, avvolta da una notte perfetta.

Mettendoci nei panni dei fan, il fatto di poter vedere la propria band preferita, attesa per molto tempo, in un concerto completissimo e in uno spazio così intimo come il Teatro Caupolican è un regalo per il quale vale la pena aspettare.  Non c’è dubbio che la band abbia avuto una buona impressione del nostro Paese e vorranno tornare, ma il ricordo di quel Martedì sera sarà ricordato da centinaia di fan che sono venuti allo spettacolo dei loro idoli. Senza alcun dubbio, il debutto degli HIM è uno di quegli eventi che segnano.

heart

 

 

Traduzione italiana a cura di Claudia Micacchioni – Revisione a cura di Katia Arduini

 

Fonte
“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

Posted by H_T

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