In HIM we Trust

Intervista con Ville Valo degli HIM, la band finlandese del Love Metal.

Essendo una grande fan degli HIM, è stato veramente un onore poter parlare con il loro fondatore e frontman Ville Valo. Abbiamo avuto una conversazione telefonica riguardo il suo punto di vista su come la sua musica influenzi i suoi fan, su come le diverse culture si relazionino alla musica degli HIM, sul suo processo di scrittura e sulla differenza tra scrivere e cantare in inglese e in finlandese.

Metal Babe: Ciao Ville, è un onore per me poter intervistarti oggi. Sono una grande fan e avere questa opportunità significa molto per me.

Ville Valo: Andiamo, non abbiamo ancora finito. (Ridiamo entrambi)

Come ci si sente a sapere che le tue parole e la tua musica hanno toccato così tanti milioni di cuori, vedere i fan notte dopo notte cantare insieme le parole che hai scritto e sapere che così tante persone hanno tatuaggi degli HIM e dell’Heartagram?

Che domanda per iniziare… (ride) Penso che di solito un artista o un musicista non pensi a questo. Si deve solo andare avanti. Spesso la forza nella musica proviene dall’insicurezza che si tira fuori. Spesso i performers sono abbastanza timidi e quando cantano una canzone o suonano uno strumento si trasformano. Non ha né capo né coda. Questa è la bolla in cui vivo. Non seguo i social media o provo a cercare di capire… Leggo tutte le recensioni e cose del genere. Se c’è una buona recensione probabilmente la sentiremo e se ce n’è una veramente cattiva, ne sentiremo parlare troppo. La ricchezza di informazioni è, sai, semplicemente stravolgente…  così io per farla breve cerco solo di concentrarmi su ciò che ho davanti: cantare in uno show, cercare di essere in buona forma e scrivere buone canzoni.

A proposito di questo…  questa era la mia prossima domanda, qual è il tuo processo di scrittura e cosa ti ispira, liricamente parlando?

Ho una sensazione o un’emozione che non posso descrivere a parole. Così, l’unico modo per cacciarla fuori è quando ho una melodia. È davvero primordiale. Quando ho quella emozione, come un pezzo di musica, cerco di trovare l’equivalenza verbale, non mando a puttane lo stato d’animo, per così dire. Questa è anche la ragione, molte volte, per cui i testi sono oscuri e surreali. È dura. È difficile da spiegare a parole ad un amico o a chiunque. Sai, se stai parlando di cose realmente importanti e veramente emozionanti e che sono al centro di ognuno, è difficile da verbalizzare e probabilmente è il motivo per cui io faccio musica. Con la musica, sono capace di spiegare a me stesso questo mondo, in modo migliore. La musica è come uno specchio.

Sì, questo ha un senso. Dopo aver ottenuto la melodia, come decidi se scrivere in finlandese o in inglese?

Sono cresciuto ascoltando musica Americana. Io e Migé, il bassista, ne parlavamo molto tempo fa. L’inglese è sempre stato il linguaggio del rock n’ roll. Ha un suono metallico, a differenza di altre lingue. Il finlandese è davvero esotico ed è ruvido… con la pronuncia della “r” e così via. È difficile trovare qualcosa di bello in un linguaggio dal suono così duro. Adoro un po’ di scrittori finlandesi, cantanti e cose del genere. Si può fare. Io non sono stato in grado di farlo. Questo probabilmente è il motivo per cui ho iniziato a scrivere in inglese. È come una sfida. E poi, di nuovo, è come… sai, quando non sai pasticciare con la tua lingua di appartenenza. È come vedere una foresta al posto degli alberi. Puoi vedere il linguaggio da diverse angolature rispetto ad una persona che lo parla ogni giorno o che è stato educato a quella lingua, perché le sfumature sono diverse.  A volte è meglio, a volte è peggio, non ha molta importanza. Lo stesso vale per gli autori o per le traduzioni… Come ad esempio alcune traduzioni di Kafka o roba del genere. È molto diverso il processo di pensiero delle persone che hanno vissuto in culture diverse.

Ho sentito che hai fatto alcune cover in finlandese ed è sempre divertente riconoscere la melodia e cercare di capire le parole.

Ho cantato solo un paio di canzoni (in finlandese), è stato molto tempo fa quando ho fatto qualcosa in finlandese. C’è una nuova canzone di uno dei miei amici… È il suo primo album da solista, si chiama Teho (Majamaki). Penso sia uscito. Ho cantato una traccia. È una vecchia poesia su Lucifero che abbiamo trovato e che è dell’inizio del 1900. L’ha scritta un poeta finlandese un po’ stravagante. Ho pensato che sarebbe stata adatta alla musica. Non ho tolto niente, ho cantato il poema, così com’è, nella canzone. Ecco, questa è la mia ultima avventura con il finlandese e la musica.

È veramente eccezionale. Come scegli quali cover voler registrare?

Non penso abbiamo registrato o suonato nuove cover. È una cosa vecchia. “Wicked Game” è una delle canzoni che ci ha insegnato ad essere dei musicista e che ci ha dato il suono degli HIM. Il film “Wild At Heart” di David Lynch… Quella canzone è nel film e gli hanno dato un grande airplay radiofonico, agli inizi degli anni ’90. Avevo avuto appena l’idea di fare una versione brillante e dura di quella canzone. Chris Isaak la fece in 15 minuti o qualcosa del genere e non si è fermato, non è mai tornato indietro. Si chiama magia della musica.

Ieri stavo ascoltando “Don’t Fear the Reaper” questo è il motivo della domanda. Perchè hai fatto la cover di quella canzone e chi era la vocalist femminile?

La cantante era (Manna – June Hyde) la fidanzata del chitarrista Linde. Era mia amica di infanzia. Le ho chiesto di venire in studio perché non conoscevo altre ragazze che potessero cantare. (Ride) Lei ha fatto un ottimo lavoro. Sono cresciuto con i film horror, così come Migé e Linde, e “Halloween” di John Carpenter è piuttosto il cambio di vita. All’incirca a 15 minuti del film Jamie Lee Curtis sta fumando uno spinello in macchina e alla radio c’è “Don’t Fear The Reaper”. È stata la prima volta che ho sentito quella canzone. Così sembra che spesso le cover abbiano a che fare con film e cose del genere. Non è solo prendere della musica, è più vedere le canzoni nel momento giusto e nel posto giusto.

Probabilmente avete suonato nella maggior parte del mondo. Che differenza c’è nel suonare in Usa e in Finlandia così come tutta Europa?

Sai, è buffo che molte persone negli States considerino tutti quelli che ne fanno parte come un pubblico omogeneo. Questo paese è così enorme. La risposta del pubblico è diversa da stato a stato. In questo senso è molto simile all’Europa. Puoi guidare per 300 miglia e trovare un’ accoglienza orribile, ma in modi diversi. In molti Paesi la gente canta le canzoni in modo molto forte. In altri il pubblico è molto calmo e rispettoso e ascolta la musica. Modi giusti per ascoltare musica… ma sembra che diverse culture abbiano modi diversi di apprezzamento. Questo si ha  anche qui negli States. Alcuni luoghi sono più selvaggi, altri più tranquilli. Non parlo solo della quantità delle persone, ma dell’atmosfera. Le persone sono un pò più lontane… Non direi che ci sia un modo migliore o peggiore. Ci sono così tante variabili diverse. Come ad esempio il giorno della settimana in cui suoniamo, se la band è in buona forma, il periodo dell’anno. Le persone sono sempre più selvagge il fine settimana. Funziona così in tutto il mondo. Ogni volta che è venerdì lo spettacolo sarà buono.

Sicuramente. Con otto album degni di materiale, per non parlare delle cover e delle rarità, come scegliete quali canzoni suonare live?

Ci sono canzoni che non possiamo suonare. Ci sono canzoni che dobbiamo suonare perché sono molto importanti dal punto di vista della stora e dell’identità. Canzoni come “Join me in Death” o “Wicked Game” o “Buried Alive by Love” sono canzoni che è difficile lasciare fuori. Spesso penso mettendomi dalla parte dei fan. Penso come quando ho visto i Type O Negative nel 1996, quello che amavo di loro e quello che amavo meno. Questo è il modo in cui cerchiamo di costruire il nostro spettacolo. Non lo facciamo d’impulso, è un’esperienza comune, di interazione. Non è semplicemente  un gruppo di musicisti che suona per qualcuno. Si tratta del luogo, del suono del locale, delle luci che ci sono, come si sente il pubblico e come la band. Ogni cosa interagisce con l’altra ed è questo che rende speciale ogni cosa, ogni sera. La stessa canzone potrebbe essere molto diversa a livello emotivo e il suo impatto può essere diverso in serate consecutive a causa di questi fattori. A causa del pubblico, della band o qualsiasi altra cosa. Questo è anche ciò che rende interessante la musica. Non è ripetitiva.

“Lashes to Ashes, Lust to Dust” suona meravigliosamente, e darà ai fan l’opportunità di scegliere tra varie opzioni. Per chi non conosce il cofanetto, puoi dirci qualcosa su di esso?

Bene, ci sono troppe cose… Il modo più veloce sarebbe accedere a End Record (http://theenrecords.com/). I nostri primi quattro album non sono mai stati rilasciati negli States, non abbiamo mai avuto un etichetta che li avrebbe spinti e la nostra prima introduzione negli States è stata con “Dark Light” quando abbiamo firmato con la Sire Records. Abbiamo avuto l’opportunità, due anni fa circa, di riavere i nostri diritti sul vecchio materiale quindi abbiamo pensato di cacciarlo fuori in modo fresco, più high-tech, appariscente, con edizioni su vinile che suonano bene e quant’altro, con tutte campane e fischietti. Questo è ciò che abbiamo cercato di fare. Mi auguro che ci siamo riusciti. Quindi l’idea è che ci sia un box di vinili con i primi quattro album con custodie regolari e con il nostro primo EP “666 Ways to Love” che è stato rilasciato solo in Finlandia nel 96 su CD e con sole 500 copie, o qualcosa del genere. Quindi è la prima volta che è stato pubblicato su vinile. E poi c’è una chiavetta USB con moltissimo materiale extra. Stavo rovistando nei miei vecchi archivi e ho trovato circa 40 canzoni che non erano mai state pubblicate prima. Ci sono i vinili che includono i codici di download. I vinili sono colorati, le custodie sono apribili  e così via. E poi c’è il CD e i download e quant’altro. Ci sono molte versioni degli album. Quelle che sembrano migliori.

È bello avere qualcosa di tangibile che le persone possono avere in mano. Speriamo che sia un grande successo.

Bene. Eccellente. Siamo molto eccitati rispetto a questa cosa. Spero che veniamo ripagati. La cosa del vinile è molta bella. Non abbiamo mai avuto il vinile di quei vecchi album in Europa. Alla fine degli anni ’90, che non era ancora il tempo del vinile, questo era raro. Quindi è stata la prima volta che abbiamo potuto realmente avere il vinile, nelle nostre mani. Quando abbiamo iniziato come rock band il vinile era un successo.

E tu sei lì, è una gran cosa!

Finalmente… (ride). Ci sono voluti solo 22 anni.

Hai idea, a questo punto, di quello che i fan possono aspettarsi dal vostro prossimo album?

Ho alcune idee, ma di solito le mie idee si trasformano così tante volte prima che l’album venga fatto, che è impossibile per me dire cosa sta accadendo. Si sta andando verso l’essere malinconici e colpire il cuore. Quindi, quando torneremo a casa da questo piccolo tour e dopo che ci siamo rilassati un po’, ho intenzione di prendere la chitarra e iniziare a lavorare sulle canzoni in maniera giusta. Quando avrò abbastanza roba la porterò in sala prove e inizieremo  a lavorarci. È impossibile dire quanto tempo ci vorra. Due, tre mesi per avere un album fatto. A volte ci vuole un anno. Quindi dipende proprio a seconda dell’umore del momento e di come sarà difficile il processo di scrittura. Non so quando sarà rilasciato, lo sarà appena sarà abbastanza buono.

Un’ultima cosa per te… Ci sono delle ultime parole che vorresti dire ai tuoi fan?

Non molto più di un grande grazie e così via. È davvero un bell’anno e mezzo da quando “Tears on Tape” è stato rilasciato. Un sacco di alti e bassi, ed è stato buono. Grazie per essere stati lì ed essere una spalla simbolica su cui piangere.

 

Grazie mille per il tuo tempo oggi, Ville. Non vedo l’ora di vederti suonare domani sera.

Wow, meraviglioso. Ci vediamo al The Wiltern.

Traduzione italiana a cura di Claudia Micacchioni – Revisione di Marianna Piersante. 

 heart

“È vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

Posted by H_T

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