In HIM we Trust

“Siamo come un Kinder Sorpresa”: venite a scoprire le meraviglie nascoste nel mondo degli HER.

12742463_415526475300333_839548128658742566_nLi abbiamo conosciuti casualmente più di un anno fa, in fila prima di salire su un aereo che ci avrebbe portati tutti a Londra, ovviamente, per un concerto degli HIM.

Abbiamo scoperto solo successivamente, davanti ad una birra in un pub londinese, che erano i membri di una cover band.

Li abbiamo ascoltati, prima su You Tube e poi dal vivo, e ci hanno da subito coinvolte con la loro carica e passione.

Stiamo parlando di Jonathan Spinelli (voice) Diego Coccato (guitar) Luca Pallottini (bass) Mario Dello Vicario (keyboards) Andrea “spring” De Carolis (drum): ovvero gli HER, tribute band laziale dei nostri beniamini.

Qualche giorno fa abbiamo organizzato un “tavolino virtuale” intorno al quale abbiamo bevuto insieme un’altrettanto birra virtuale con Jon, Diego e Mario per fare quattro chiacchiere tra fan. 

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Ciao ragazzi e benvenuti!

Innanzitutto ci piacerebbe sapere come e quando è nata l’idea di mettere su una tribute band degli HIM e il perché di questo nome: HER.

 

Jonathan: Ciao Faith e grazie di questa bella chiacchierata: It’s a pleasure!

Beh… è cominciato tutto nel 2012 più o meno. Oltre a un progetto originale, militavo ancora dietro le pelli della mia vecchia band Invaders (Iron Maiden Tribute) con la quale sono cresciuto e amo follemente. Sapete, io nasco batterista ma forse per me era arrivato il momento di provare l’ebrezza del polistrumentismo e mi ripetevo continuamente che se non avessi suonato la batteria, avrei certamente fatto il cantante.

Ipotesi sempre scartata perché non credevo di avere una voce da heavy metal…

Sapete: tenore e cose così, non valutando affatto i lati positivi di avere una voce da baritono. Gli HIM sono ripiombati nella mia vita come un fulmine a ciel sereno: sono sempre stata una delle mie band preferite, sono stati e sono ancora, colonna sonora della mia attuale relazione. Ho consumato “And love said no” e in particolare “Close to the Flame” e “When love and Death Embrace” ascoltandole per intere giornate, nel lontano 2005.

In quel periodo i Finnici giravano in testa particolarmente bene e mi veniva semplice affrontare il vocal range del Valo (ovvio è un parolone, eh?); in più ero malinconico e depresso per la mia dipartita dalla band Maideniana, nel 2013. Direi che è stato uno dei motivi che mi ha spinto a far partire definitivamente questo progetto che era in cantiere già da un po’. Ho sempre considerato le band come delle famiglie e non capivo come in esse potesse mancare amore e sentimento. Del resto è lo stesso errore che si fa in una relazione: “dare per scontato”… Se a tutto ciò aggiungi che sono un sentimentale, un sensibile del cazzo e che per me l’amore è un reale motivo di vita… beh, ora sapete il perché di una tribute band HIM.

L’esatto contrario di ciò che succedeva nella mia vita artistico/sentimentale di quel periodo… del tipo: “Cazzo e il cuore dove sta’?… Eccolo è un Heartagram.

Da lì ho iniziato a cercare persone appassionate quanto me e ho conosciuto Diego, con il quale c’è stato uno splendido feeling fin da subito. Lui poi ha proposto un suo amico di liceo, Lorenzo (il nostro primo bassista) e così via, ed ecco che nascevano gli Heartkillers, il primo nome della band.

Due anni dopo, per divergenze e scelte musicali differenti, tre componenti lasciano la band e così quando sono arrivati Luca e Mario, abbiamo deciso di aprire le finestre lasciando soffiare un nuovo… uhm…  “vento di cambiamento”! (Scorpions stuff) *Ridacchia*

Ora sicuramente le idee di questa band e di chi ve ne fa parte sono più chiare.

Oltre al fatto che scoprimmo successivamente che esisteva già una tribute, credo di Bari, con il nostro stesso nome: direi che è stato anche per rispetto… Nah!  Anche perché sarebbe come condividere la stessa donna, ecco la verità. Ecco svelato il mistero della scelta nome HER, ovvero: Heartkillers, Eternal, Revenge oppure Refeat. L’abbiamo sempre lasciato interpretabile, e poi suonava molto metal! Ed era una cosa basilare ma eravamo comunque sempre noi… “Addormentati per essere poi svegliati dal bacio di una nuova alba“…

Ora però dovremmo uccidervi…

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12705540_1092304654147122_8267902631789819903_nTranquilli, manterremo il segreto…😉

Beh, insomma: si può dire che il tuo percorso musicale sia, in qualche modo, simile a quello di Ville. Quanto queste piccole somiglianze (voce, stesso percorso, stessa corporatura esile, stesso look) ti influenzano?

E quanto invece riuscite a personalizzare le vostre esibizioni per non apparire una copia esatta?

 

Jonathan: Uhm… gran bella domanda.

Beh, sì dai… simile… il che, spero, sia un buon presagio.

Sapete, non so quanto io somigli a lui, quanto lui a me… mi spiego meglio: a volte è solo un fatto di trovarsi in sintonia su tante, troppe cose direi, che condivido con lui, che ovviamente è un idolo, un genio artisticamente e personalmente. Cose però che mi piacevano ed appassionavano anche prima di conoscere lui e gli HIM.

Ad esempio personalità, gusti e se sei anche un musicista oltre che un semplice fan, attraverso un idolo impari dai suoi insegnamenti e parole;  ti aiutano in ogni momento e lui è una di quelle figure come ad esempio lo è Nicko Mc Brain (ndr: batterista degli Iron Maiden), ed altri di riferimento, una figura che contribuisce a capire meglio ciò che sei, non più di quanto ciò che sei diventato attraverso essa.

Devo rispondervi però che da un lato sono me stesso, onorato di tanti accostamenti, ecc.  e dall’altro lascio semplicemente che le cose vadano come vengono calcolando ovviamente l’aspetto teatrale di tutto quanto, lasciando che l’influenzabile si lasci influenzare sotto i riflettori. Credo che un minimo personalizziamo le nostre esibizioni rimanendo un po’ noi stessi ovviamente, anche perché il motivo per il quale fai un tributo è proprio per onorare i tuoi idoli, come nel nostro caso, nei riguardi di Sua Maestà Infernale…

La bravura della band credo sia proprio questa: sono del parere che se volessimo metterci di nostro, un giorno gli HER o parte di loro, formerebbero un progetto originale coerente. Posso aggiungere però che Ville Valo è l’unico uomo al mondo per il quale sarei gay.

*A questo punto viene interrotto da  Diego:

Dico la mia: penso siano solo i soldi che non ci permettono di essere una copia esatta, e nel mio caso, i capelli!

Jonathan: Giustissimo.

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Abbiamo notato che, per quanto riguarda i suoni, cercate di farli risultare il più fedeli possibile agli originali. Avete dei segreti che volete svelarci?  

Ad esempio, Diego: che set up usi per ricreare il suono di Linde?

 

12729329_1092303734147214_789239003839099337_nDiego: Allooora… Il fatto di riprodurre il più fedelmente possibile “Linde” non è dettato solo dall’essere membro di questo gruppo, ma anche da gusti personali, dato che anche io sono un fedele utilizzatore di chitarre Gibson e amplificatori Laney.

Per scendere più nello specifico: utilizzo una SG standard esattamente come lui e un amplificatore Laney LC50, molto simile alla sua testata-cassa, ma ancora più comodo e maneggevole, dato che si tratta di un combo. Il suono che uso è boostato con un tube screamer messo sopra la distorsione a 5-6 dell’ampli. Questa combinazione mi da una buona “botta” sonora che si avvicina molto al suo suono.

Ma il segreto sta nell’equalizzazione e rimarrà un segreto! *ride*

Per i suoni puliti uso un altro amplificatore con un riverbero hall sempre settato. Anche se ho raggiunto un buon livello sonoro, le sperimentazioni non finiscono qui, per quanto riguarda la chitarra e andando avanti ne vedrete delle belle!

Jonathan: La mia… beh tanto impegno, una continua ricerca del suono e sicuramente tanta violenza mentale. Posso dire che in base alle set list o ai tour che scegliamo di suonare, andiamo ad analizzare precisamente i suoni che usano. Sapete musicalmente loro tendono a cambiare sia tipo di suoni che start o finali degli stessi pezzi e a noi piace molto questa sperimentazione.

Vi faccio un esempio prendendo il genio di Burton: se ascolti una semplice “Wicked Game” da un anno all’altro suonata live, noterete che lui usa suoni e tappeti completamente differenti.

Siamo davvero fortunati in questo perché Mario è davvero geniale e ci mette tanta passione in quello che fa, credo sia esattamente questo: ci concentriamo a disegnare la stessa opera sempre più dettagliata e curata piuttosto che farne tante ma fatte male.

*si rivolge a Diego*

Diè, cosi hai svelato tutta la tua centrale atomica però… e poi gli altri chitarrai? Sei davvero un anima trasparente, Brother.

*Qualcuno si schiarisce la voce*

12743764_1092304350813819_3307875136199590157_nMario: Dico la mia:  premesso che il mio setup è totalmente differente da quello di Burton in quanto uso una workstation Korg (Burton usa generalmente Roland) e synth Waldorf (a differenza della Nord Lead burtoniana), la ricerca del suono più simile possibile a quello dei pezzi originali è la parte più complicata e allo stesso tempo più divertente… il timbro identico è piuttosto difficile da riprodurre in quanto ogni motore sonoro ha un proprio standard di suoni sui quali si muove meglio. Ad esempio un Lead costruito sul mio Waldorf non sarà mai tagliente quanto quello di una Nord, ma il pad più semplice sul mio strumento coprirebbe facilmente quelli di molti altri sintetizzatori. Per fortuna con un po’ di fatica in più, si ottengono sempre buoni risultati.
La scelta dei suoni da cui prendere spunto, ovviamente, varia a seconda della versione del brano che vogliamo portare in scena!

Diego: Il solito modesto… Comunque Burton ha usato anche Korg e poi hai Omnisphere, quindi non sei giustificato.

*seguono insulti benevoli e volano nomi di tastiere e programmi sconosciuti alla Regia*

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Tornando al discorso tribute band, qual è il vostro valore aggiunto rispetto ad altre cover band?

E cosa direste a chi non vi conosce per convincerlo a venire a sentirvi?

 

Jonathan: Facciamo in modo di far funzionare tutto alla perfezione da appassionati quali siamo.

Sapete, molte band che si definiscono “tribute” alla fine sono più gruppi cover e c’è differenza tra le due cose: dare un nome significa anche avere una certa coerenza. Sappiamo soprattutto di metterci un amore unico (che è la via più ardua ma anche la più infallibile) e siamo sicuramente coinvolti e trasportati forse più degli stessi Fan che cantano ogni singola nota con noi.

A chi non ci conosce dico: venite a passare una serata con noi, siamo un Kinder sorpresa pieno di tante meravigliose cose all’interno, come un cuore che si rompe…(sto ridendo, ovviamente)

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Quale canzone vi piace suonare di più, e cosa vi piacerebbe trasmettere a chi vi ascolta? 
Avete un ricordo particolare legato ad una vostra serata?

 


Diego:
In realtà mi piace suonare tutti i pezzi indifferentemente… anche se quando metti un pezzo nuovo in scaletta comunque c è sempre quella energia in più dovuta alla novità.

Quello che mi piace trasmettere al pubblico è il “sentimento” di cui gli HIM sono pieni, e che è necessario che tu sappia farlo proprio a livello tecnico su quello che suoni, altrimenti non riuscirai mai a consegnarlo a chi ti ascolta… Infatti quello che dico sempre prima di ogni concerto è “Ragazzi, metteteci il sentimento!“. Il ricordo particolare naturalmente sono Marianna, Fabiana e Sara che facevano casino all’ ultima serata!  *ride*

Jonathan: Sono con Diego, non c’è un pezzo o più di uno: ogni canzone è come una pagina di un diario e a parte i classici, inserendo spesso materiale nuovo, ci ritroviamo sempre con sensazioni e sentimenti differenti. Mi piace trasmettere ciò che mi porto dietro in quel particolare giorno o ciò che provo in quella specifica serata semplicemente guardando negli occhi delle persone davanti a me.

Suoniamo musica “scaldacuori” e spesso la gente è frustrata dalla vita di tutti i giorni e priva di passione: direi che a volte è come se, in quelle poche ore, ti lasciassero entrare mostrandoti la loro anima e questo è fantastico. Ricordo particolarmente una serata dove una ragazza piangeva incessantemente su Razorblade Kiss… sweet stuff… J

Mario: Un pezzo preferito in assoluto? Non credo… per quanto mi riguarda ogni pezzo ha la sua “anima”, una propria identità. Personalmente sono molto più legato ai pezzi di Dark Light e Love Metal, in modo più emotivo/sentimentale. Se si parla proprio di mettere le mani sui tasti invece i pezzi più belli dal punto di vista tastieristico sono secondo me quelli di Screamworks, molto più aperti a sperimentazioni e influenze particolari. Inoltre, credo che nel momento in cui ci troviamo ad ascoltare o suonare un brano che per qualche ragione ha lasciato il segno, ognuno di noi tende un po’ a chiudersi nei propri ricordi, e di conseguenza non è tanto importante trasmettere una determinata emozione, purché si riesca ad emozionare in qualche modo chi ascolta.

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12742118_411661385686842_7707702168270768439_nE invece un ricordo particolare legato alla musica degli HIM? Avete mai avuto modo di incontrare i membri della band, dopo un concerto ad esempio? Se ne aveste la possibilità, cosa vi piacerebbe chiedere loro?

Mario: Un ricordo particolare al momento non mi viene in mente… un periodo, più che un singolo momento. Quando iniziai ad ascoltare gli HIM venivo da gruppi con stili abbastanza differenti, generalmente più pesanti… per questo ero in cerca di qualcosa di più profondo da un altro punto di vista.

Non ho mai capito perché una chitarra distorta debba essere per forza associata a testi e tematiche violente. Negli HIM ho trovato il giusto compromesso tra l’amore e la vena dark che mi piace da sempre… gran connubio. Comunque credo che se dovessi incontrarli proverei a chiedere se vogliono ascoltarci per darci qualche chicca/segreto per migliorarci!

Jonathan: Primo ricordo tra tutti l’estate del 2005 con l’inizio della mia relazione… davvero una colonna sonora di ricordi profumi, sensazioni, cuori in fiamme… il mondo che esplode. A seguire festività Natalizie in quel di Pescara con alla base Dark Light a ripetizione, non sarà un caso che il ricordo sono proprio le luci che si sposano alla perfezione con la musica (non ci avevo mai pensato: il fato a forma di farfalla) in un oscuro Natale con due cuori e un cd.

Incontrati!? Non abbastanza! *ride*

Io e Diego abbiamo conosciuto Gas a Dicembre 2014 per le due date di Londra: una persona splendida, disponibile e amichevole.

Sfortunatamente nessuno degli altri… anche per colpa di compagne di avventura fuggitive… *sghignazza di nuovo e ammicca. “Qualcuno” in regia fa finta di nulla e fischietta.*

Successivamente sono stato a Praga per la data del “Tour of the middle Aged” la scorsa estate. A fine concerto sono usciti dal retro per andar via praticamente subito, una stretta di mano a Ville, due parole con Kosmo e Burton che per ultimo ha detto: “Scusate ma siamo davvero sfiniti!”.

Come dargli torto: all’interno del Roxy faceva più caldo che all’inferno (live in hell davvero!). Una cosa mai vista in anni di concerti… ad ogni modo è stato breve ma intenso. Oltre ringraziarli per ciò che fanno non so cosa chiederei o direi in una tranquilla situazione di colloquio: sarebbero molte le curiosità tecnico/musicali, consigli, aneddoti domande e dialoghi sulle passioni proprio come faresti con un vecchio amico che non hai mai incontrato che però è stato parte integrante della tua evoluzione.

Diego:  Mi è capitato di incontrare i membri della band due volte.

La prima è stata con Gas a Londra e si è dimostrato molto gentile come al solito. La seconda volta questo dicembre a Nottingham dove ho incontrato Mige ed è stato assurdo, perché probabilmente non stava benissimo e si è appoggiato sulla mia spalla mentre facevamo la foto, che è sulla nostra pagina Facebook! Un motivo in più per andare a farci un giro!

Jonathan: *Cocchiere hai risposto a mezza domanda… sempre il solito!

Diego: Non saprei cosa chiedere, ecco perché non ho risposto… Aspè, qualche dritta a Linde per il suono!

Jonathan: Un ricordo non vuoi dirlo… perché ti dedico sempre Killing Loneliness

Diego:  Aspè mo mi sfugge… Dammi un indizio

 Jonathan: No oh, non mi riferivo a nulla in particolare…

Diego:  E perché me la dedichi sempre?

 Jonathan: Beh, perché da amico condivido le tue pene di cuore.

Diego:  Ah vabbè, onesto…

 Jonathan: Sì, ma sono offeso nel privato.

Faith (quella acida): Avete finito la telenovela, voi due?

Faith (quella romantica): Come sono teneri!

Jonathan: Ma voi di più!

* Appellativo “carino” affibbiato a Diego in una chat di gruppo.

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Okay, adesso un paio di domande a bruciapelo: canzone o album preferito?  Se doveste usare una sola ed unica parola per descrivere la musica degli HIM, quale sarebbe?

 Diego: Canzone preferita: The path. Album preferito: Venus Doom.

Penso che sia impossibile trovare una parola per descrivere gli HIM, dato che è un concetto di musica che riporta molto alla dualità, come l’amore d’altra parte. Quindi magari potrei dirvi “amore-morte”, ma sarebbe riduttivo perché ogni canzone ruota sempre su due concetti che appaiono in contrasto, ma che spesso si correlano tra di loro e sono inalienabili.

Grazie grazie! *si inchina per ringraziare gli applausi*

 Mario: Love Metal! Per quanto riguarda la parola con cui definire la loro musica, uhm… me ne vengono in mente molte, con una sola è difficile perché è un genere molto particolare ed ha diverse sfaccettature. Uno degli aggettivi che mi viene più naturale è sicuramente “sensuale”. *qui parte una standing ovation spontanea*

 Jonathan: Album: Venus Doom! Canzone preferita non saprei risponderti, ogni pezzo è un’emozione a sé.

“Dilaniante” ma è davvero impossibile usare un solo aggettivo, parola, suono… La bellezza di qualsiasi tipo, nel suo sviluppo supremo, eccita sempre l’anima sensibile fino alle lacrime…
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Avete qualche altro progetto musicale al di fuori degli HER?  E se non ora, ne avete in programma per il futuro?

Diego: Io sì, ho un altro progetto di musica inedita, nel quale sono subentrato in un secondo momento dalla creazione. Ma sto iniziando insieme a Mario Dello Vicario un grandissimo nuovo progetto inedito che non potrete perdere! Mario tu potrai illustrare a grandi linee…

Mario: Come farsi pubblicità!

Faith: Ti potevi fare pubblicità mettendo almeno il nome del gruppo!

 *risate generali*

Diego: Il nome del gruppo è ancora segreto per ora!

Mario: Sì, ho altri progetti  in primis quello con Diego Coccato, ancora in fase di avviamento ma abbiamo già del materiale pronto: sarà una cosa abbastanza particolare, le tematiche trattate saranno orientate all’horror e ispirate per lo più a storie come quelle dei film di Tim Burton… insomma farete prima ad ascoltare voi stesse prossimamente!

In più suono con un altra band nella quale sono entrato da qualche mese a sostituire il chitarrista solista, e per adesso stiamo RI arrangiando i pezzi in stile più “tastieristico”. Per concludere – non mi faccio mancare niente – sto avviando un progetto da solista, di musica elettronica/rock elettronico abbastanza sperimentale… Magari prossimamente vi mando qualcosa da ascoltare!

Jonathan: Sì inedito, nato qui ma che abbiamo deciso di riavviare con il chitarrista a Londra dopo la sua improvvisa partenza e scioglimento della band anni fa, in quanto membro insostituibile. Lì sono “alle bacchette” e lavoriamo con calma sia per la line up che per il materiale (già scolpito) nonché per ovvie ragioni di presenza fissa. Un secondo in cantiere, che, annuncio in anteprima: ci sarà la maggior parte della line un degli HER. Non dirò altro… solo che ai fan degli HIM piacerà (e a noi più di loro direi).

E chissà uno da solista direi… “Later Later Alligator”.

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Beh ragazzi, grazie per questa bella e simpatica chiacchierata! Un’ultima importante domanda: dove possiamo trovarvi on line per rimanere aggiornati sulle varie news e date live? A presto!

Mario: Potete trovarci sulla nostra pagina FacebookHER Him Tribute Band”, magari passate e lasciate un like così resterete aggiornati sugli eventi live e altro materiale, foto, video ecc… Inoltre abbiamo registrato ultimamente una Demo di quattro pezzi, sono stati pubblicati sulla pagina ma li trovate anche nel nostro canale YouTube, così in caso voleste avere una piccola anteprima! 

Jonathan: Sì, ci associamo a quello che dice Mario.

Faith (quella buona): E noi che pensavamo avreste scritto qualcosa del tipo “Ma no ragazze, grazie a voi, siete magnifiche e fantastiche! Continuate cosi! Siete le migliori” … Buuuuuu!

Jonathan: Certo che siete delle chiaroveggenti, lo stavo giusto scrivendo ora!

Faith (quella buona e anche un po’ ingenua): Siamo telepatici!

Faith (quella acida): A’ falso!

Mario: Spudorato menzognere!

Faith (quella buona): Sì Mario…lui fa sempre così… cerca di riprendersi all’ultimo!

Jonathan: Okay, allora non ringrazierò nessuno.

*silenzio glaciale*

Jonathan: Grazie a voi della splendida chiacchierata, e della passione con la quale fate tutto ciò.

A presto!

Faith (quella professionale):  Grazie ancora a tutti: è stato divertente “chiacchierare” con voi!

Faith (quella acida): A’ Falsa!!!

Faith (quella professionale):  Perché mi smacchi così? Io cercavo di passare per una persona seria.

Faith (quella acida): Umpfh.

Jonathan: Ragazze tutto quello che ho scritto pubblicatelo, eh!

Faith: Puoi scommetterci!

*dalla regia si leva un urlo*: JON, MI DEVI UN BEANIE!

 

Grazie a Jonathan, Diego e Mario per essersi prestati a questa stramba intervista. Ora però chi paga la birra virtuale?

heart*Grazie a Martina Santoro Fotografia di Traffic Live per le foto.

“È vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

Posted by Fabiana Urbisci.

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