In HIM we Trust

“Grazie di esistere e di far parte della mia vita”

di Carmela Petrasso

1005008_10200175432548800_2071431996_nEra un tranquillo pomeriggio di maggio e io me ne stavo, come al solito, a scorrere le mille pagine di facebook quando una notizia attirò la mia completa attenzione: ‘La band finlandese degli HIM torna in Italia con un’unica data, Milano 15 Ottobre 2013’.

Il cuore iniziò a battere all’impazzata e non riuscivo a non urlare.

Dopo anni finalmente avrei visto coloro che mi hanno sempre fatto stare bene, coloro che mi hanno tenuto compagnia nei momenti in cui mi sentivo sola.

Non era il mio primo concerto, ma era sicuramente quello più speciale.

L’ansia provata nei mesi di attesa era qualcosa che non avevo mai provato, i deliri con i miei compagni di viaggio e gli amici virtuali che avrei dovuto vedere quel giorno, l’intera organizzazione della trasferta milanese, sembrava di vivere in uno dei tanti sogni che avevo fatto a riguardo.

E poi la corsa dalla stazione centrale all’affittacamere per buttare tutte le nostre borse e la corsa verso l’Alcatraz.

Non saprei nemmeno descrivere la gioia provata nel trovarmi lì davanti, con persone che avrei voluto abbracciare da anni e con persone totalmente sconosciute.. Non dimenticherò mai le interminabili ore di fila davanti quella porta che non si apriva mai… l’arrivo della band nel pomeriggio e il delirio scatenato dal sosia di Ville!

10002850_10200909319935526_2024995357_nOre 20, finalmente inizia il concerto: i Caspian riscaldano l’atmosfera, ci fanno saltare, ci fanno divertire ma io sono lì per gli HIM e non vedo l’ora di vedere loro…

E alla fine eccoli salire su quel palco e il mondo intorno a me scompare, esistiamo solo io, Ville, Migé, Gas, Burton e Linde e la loro musica.

Il cuore sembra voler esplodere e le lacrime continuano a rigarmi il viso per quasi tutta la durata del concerto.
Ero lì, a pochi metri da loro, in prima fila e stentavo a crederci.. erano reali, erano lì di fronte a me e con le note di “The Funeral of Hearts” e “When Love and Death Embrace”  sarei potuta morire anche in quell’istante.

E quando sentii Ville dire “Goodnight!” e vidi uno a uno lasciare il palco un pezzo del mio cuore li seguì.

Ancora oggi se penso a quel giorno ritornano i ‘lacrimoni’, ma sono lacrime di gioia, lacrime che solo gli HIM sono riusciti a far scorrere e vorrei trovare un modo per dirgli “Grazie di esistere e di far parte della mia vita”

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