In HIM we Trust

Una notte di pura magia, col cuore tutt’altro che ghiacciato e l’anima in fiamme.

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Mettere nero su bianco le emozioni di quella magica notte non è affatto semplice.

La mia non vuole essere una recensione tecnica, ma solo un resoconto personale di una bellissima esperienza.

Amo la musica in tutte le sue sfaccettature, ma le emozioni che mi regalano gli HIM sono diverse e speciali.

Fu un colpo di fulmine al primo ascolto, come l’aver trovato qualcosa che non sapevo nemmeno io di star cercando, ma di perfetto per me, nel profondo.

 

Il 31 dicembre 2013 è stata la mia prima volta all’Helldone, ed è inutile dire che fossi irrequieta ed eccitata di poter partecipare anche io (soprattutto dopo le peripezie per avere il biglietto) ad un evento storico e sacro per gli appassionati degli HIM,  l’appuntamento fisso che da dieci anni ormai riunisce fans da tutto il mondo.

1039861_596061930448587_758147862_oSono arrivata al Tavastia con le mie amiche intorno alle 11 del mattino e c’erano già 5 ragazze in coda.

L’attesa è stata lunga ma tutto sommato non estenuante, il freddo pungente per fortuna non era eccessivo, e ho avuto modo di conoscere e chiacchierare con tanti altri fans.

Alle 20:00 finalmente ci hanno fatti entrare e dopo un’ ulteriore attesa, mille sgomitate ed una folle corsa, mi sono ritrovata sotto il palco, esattamente al centro. La gente si muoveva  e spintonava in continuazione, cercando di spostarmi e passare avanti, ma ho puntato i piedi a terra fermamente decisa a non mollare quella postazione fantastica!

Finalmente, dopo un’ulteriore ora, ecco che il concerto ha avuto inizio. I primi ad esibirsi sono stati i Beastmilk, band post punk formatasi ad Helsinki nel 2010, seguiti poi dai Pertti Kurikan Nimipaivat ,una band punk sempre di Helsinki, i cui membri  lavorano in un laboratorio di musica / cultura per disabili, e sono autori di musica e testi delle loro canzoni. Sono stati energici ed irriverenti, con una carica pazzesca!

Gli Odalisque invece hanno suonato al “Semifinal”, per cui non ho avuto modo, purtroppo, di ascoltarli.

 

Sono state quattro ore fisicamente devastanti, la stanchezza cominciava a farsi sentire prepotentemente, ma resistevo, trepidante per ciò che, di lì a poco, sarebbe successo.

 

E così, qualche minuto prima della mezzanotte, come di consueto, il proprietario del Tavastia è salito sul palco e ha fatto il countdown.

“3… 2… 1…!” ed ecco un’esplosione di champagne, luci, colori e urla, seguite dalle note di “Unleash the Red“, sulle quali hanno fatto la loro comparsa, finalmente, gli HIM.

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Mi sono sentita improvvisamente meglio, ho lanciato un urlo liberatorio carico di emozione, che mi è partito dal profondo, e subito un enorme sorriso mi si è stampato sul volto. I ragazzi erano in grande forma, lo si percepiva sin dalla prima canzone, “Buried alive by Love“. Sono stati divini,e nonostante li avessi visti  solo due mesi prima, e avessi avuto anche l’opportunità  di incontrarli e conoscerli, ero incredula: non riuscivo  a realizzare di essere davvero li, al Tavastia, a nemmeno due metri da loro.

Per due ore ho cantato, ho riso e sorriso, mi sono emozionata, ho sentito appieno l’energia di tutti i fans profondamente appassionati che erano lì, venuti da ogni parte del mondo.

Ero frastornata, l’atmosfera era davvero unica!

Ville ha cantato come non mai e la band ci ha deliziati anche con qualche canzone che non eseguiva live da anni, come “In joy and sorrow“, “For you” e “Death is in love with us“, sulla quale la folla si è scatenata a più non posso.

L’ultima perla è stata “When love and death embrace“, una perfetta conclusione per una serata incomparabile. 

Ero immobile, con i miei occhi fissi su di loro, come a voler imprimere e scalfire nella mente quei momenti, con l’impressione quasi che non ci fosse nessun altro intorno a me. D’un tratto ho sentito gli occhi diventare lucidi e qualche lacrima scendere giù, come se quell’ondata di sensazioni che mi aveva travolta per tutta la serata trovasse finalmente una via di sfogo, e anche, forse, per la consapevolezza di non sapere quando avrei avuto modo di rivederli live.

E’ stata sicuramente una notte che ricorderò per molto molto tempo, una notte di pura magia, col cuore tutt’altro che ghiacciato, e l’anima in fiamme.

Marianna P.

heart

“E’ vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

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