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Ogni album degli HIM attraverso le parole di Ville Valo.

 

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Una carrellata dei più grandi successi e incisioni degli HIM da parte dello stesso Ville Valo

Il 31 dicembre 2017, gli HIM finiranno. Dopo 26 anni di Heartagram e angoscia, i metallari finnici stanno cavalcando verso il tramonto alle loro condizioni, che potete leggere nell’ultimo numero di Metal Hammer. Si lasciano alle spalle otto album, ognuno con il proprio umore, tono e odi da amare. Certamente, non tutti gli album sono un solido 10/10, e Ville Valo stesso sa quali sono le debolezze della band. Abbiamo parlato con lui di ognuno dei suoi album, che significato ha per lui, e perché sono stati prodotti in un certo periodo o luogo.

Greatest Lovesongs Vol. 666 (1997)

Diciamo: un debutto delizioso forse più apprezzato per la cover di Wicked Game di Chris Isaak, questa è stata una potente dichiarazione d’intenti, ma rispetto ai trionfi successivi degli HIM è stato solo un oscuro presagio di cose ancora più grandi a venire.

Ville dice: “Beh, questo è divertente! Okay, wow. Per me questo album è solo una tonnellata di piccole storie. É un diario di come abbiamo perso la nostra verginità nel fare un album e nello scoprire cosa significa registrarne uno – bagnarci i piedi nel sangue mestruale. Forse è troppo drammatico…

 

 

Razorblade Romance (2000)

Diciamo: più lucido e coeso del loro debutto, questa pubblicazione da major conteneva un singolo di successo, Join Me In Death, che è stata la somma artistica degli incantesimi anneriti degli HIM.

Ville dice: “…e questi eravamo noi che stavamo imparando come pulire il sangue! Ha ha ha! stato l’inizio del nostro diventare internazionali; ballavamo sul filo del rasoio perché avevamo messo tutto quello che avevamo nell’album e non sapevamo cosa aspettarci. Era come giocare alla roulette e sperare nei tre sei – ed è esattamente quello che è accaduto, che è un evento molto raro. È anche il momento in cui è iniziato il decennio della demenza. Le cose hanno iniziato a succedere, velocemente.

 

Deep Shadows And Brilliant Highlights (2001)

Diciamo: non proprio un passo falso, ma questa versione più pop ha lasciato i critici freddi e i fan affamati di melodie che fossero all’altezza delle promesse delle prime uscite degli HIM, e servì come lezione importante per i fiorenti compagni di band.

Ville dice: “Molte volte accade che una band, dopo il primo successo, pensi di essere grandiosa, ed è quello che mi è accaduto – ho iniziato a dare per scontato gli HIM e lo scrivere canzoni. Avremmo potuto passarci più tempo, ma era un passo importante da fare. È stata una sbornia dopo l’eccitazione.

 

Love Metal (2003)

Diciamo: entrato in classifica in 11 paesi e per la prima volta nel Regno Unito, è stato l’essenza scura del cuore della scrittura di Ville. Tre grandi singoli – Funeral Of Hearts, Buried Alive By Love e The Sacrament – annunciarono la notizia: gli HIM erano finalmente arrivati.

Ville dice: “Love Metal è stato il momento in cui abbiamo trasformato le nostre dita in V e abbiamo iniziato a ottenere riconoscimenti. É stato il punto di svolta – è stato importante perché dopo Deep Shadows… stavamo cercando di capire cosa eravamo e Love Metal era la nostra dichiarazione d’intenti. L’Heartagram era il nostro mandala, la rappresentazione di tutto quello che eravamo. Forse è il mio preferito.

 

Dark Light (2005)

Diciamo: con il Regno Unito e l’Europa conquistati, iniziò il fascino dell’attacco all’America, così come i primi segnali pubblici della resa di Ville alle trappole della fama. Un solido seguito del loro capolavoro, questo è stato il picco creativo degli HIM.

Ville dice: “Questo è un po’ confuso. Siamo andati negli States per la prima volta. Non sono sicuro di quanto successo avessimo qui nel Regno Unito ma ci ha portato per la prima volta sulle riviste lì. Era fare ancora le stesse cose con un set diverso di ingredienti. Non ricordo molto – bevevo molto. Pensavo di essere sovrumano ed era come se non ci fosse nulla su cui riflettere, semplicemente non vedevo al di là del mio naso. Ottimo album, però.

 

 

Venus Doom (2007)

Diciamo: una pillola amara che compensava la dolcezza delle uscite precedenti, questi erano gli HIM al loro massimo, e Ville al suo punto più scuro. Il riguardo sardonico per il mondo era andato, e il presente era una prospettiva senza gioia che rifletteva la tristezza della sua vita e dei suoi tempi.

Ville dice: “Era il nostro tanto di cappello al doom metal britannico: My Dying Bride, Paradise lost, Cathedral. É stato profetico per come stava diventando tenebroso per me, lo traduceva bene, ma è difficile dire cosa venne per primo. Non so, il mio cervello è venuto per primo. Mi piace davvero questo album, ma non stavo bene. C’era l’edonismo di Dark Light, il momento rock americano – era la risposta europea.

 

Screamworks: Love In Theory And Practice (2010)

Diciamo: Screamworks è stato l’album di ripresa di Ville. Era un rock dal tempo veloce pesante per essere considerate canzonette ma leggero rispetto alla visione senza luce che per prima aveva fatto conquistare tanti fan agli HIM.

Ville dice: “Questo è stato l’antitesi di Venus Doom, il che lo rende logico. Con gli HIM, la cosa divertente è che se ti piacciono i loro album hard-rock, salti tutti gli altri – è pop più scuro del pop… questo aveva un sacco di tempi veloci ed energia e volevo che fosse diverso da Venus Doom. Forse volevo essere un David Coverdale di terza categoria.

 

 

Tears On Tape (2013)

Diciamo: un ritorno ottimista sulle scene che ha confermato il valore di cantautore di Valo, il canto del cigno degli HIM era un cenno al passato, e un solido punto d’arrivo.

Ville dice: “Per me, Tears On Tape era come Love Metal parte seconda – suona un po’ più organico, un po’ più Sabbathy nel suo sound e vibrazione. Ma per qualche ragione non ha risuonato, non è uscito al momento giusto – in alcuni paesi è piaciuto, in altri l’hanno odiato, e forse era solo un segno di quello che sarebbe successo. Amo davvero la title track, però; è molto HIM in quanto è divertente e serio allo stesso tempo, che è sempre stata la nostra specialità.

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Traduzione  italiana  di Katia Arduini – Revisione a cura di Fabiana Urbisci.

Posted by Fabiana Urbisci

 


Il mondo del rock e del metal rende omaggio agli HIM

 

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Ville Valo 2007 circa: Credits photo to Getty Images

Gli HIM finiranno tra poche settimane. Qui, alcuni amici e compagni di Ville Valo gli rendono omaggio.

Gli HIM sono morti. Attualmente nel mezzo del loro tour d’addio, i love metallers finlandesi chiuderanno il sipario sui loro 26 anni di carriera il 31 dicembre 2017. Nell’ultimo numero di Metal Hammer, il frontman e gran bel ragazzo Ville Valo ci ha rilasciato l’ultima intervista in esclusiva mondiale. Abbiamo parlato della rottura, del passato e del futuro, in un racconto personale e straziante della mente dietro His Infernal Majesty.

Di seguito, alcuni amici e colleghi di Ville del mondo del rock e del metal mostrano il loro rispetto per una delle rock band più originali. Il Goth non sarà mai più lo stesso.

Dani Filth, Cradle Of Filth

“È con un notevole dolore che piango questo finale. I nostri cammini si sono intrecciati molte volte: Ville ha cantato per noi in The Byronic Man; Mikko e Janne hanno supportato i Cradle attraverso l’America con il loro progetto parallelo, Daniel Lioneye; il produttore di Razorblade Romance John Fryer ha diretto il nostro album Midian; ho sbaciucchiato Ville alla festa del Golden Gods di Metal Hammer…”

Nick Holmes, Paradise Lost

“La sera precedente a un press day a Helsinki, siamo usciti con Ville per bere in un bar chiamato The Lost & Found. Lì siamo stati introdotti alla delizia del liquore alla liquerizia finlandese, salmiakki. Siamo stati svegli letteralmente tutta la notte bevendo enormi bicchieri di quella roba. Il giorno seguente, riuscivo a malapena a parlare, ancora mezzo ubriaco, e ho avuto i peggiori postumi di una sbornia di tutta la mia vita. Non serve neanche dire che non ho più toccato quella roba.”

Jeff Walker, Carcass

“Sono stato in Finlandia nel 2004 circa e mi sono preso un po’ di tempo per far visita a Ville; è stato un ospite gentile e mi ha lasciato dormire sul pavimento del suo appartamento. Penso che abbiano eseguito le canzoni di Billy Idol per farsene beffa. Hey, Ville: sarò a NYC questo mese, mettimi nella guestlist così posso venire ed essere ancora il tuo compagno di bevute.”

Eso Holopainen, Amorphis

“Cari His Infernal Majesty. Ci siamo divertiti con voi ogni volta in cui ci siamo incontrati. L’ultima volta è stato alla nostra sala prove che abbiamo diviso per molti anni. Adesso è nostra – grazie! Voi siete colpevoli per ogni teenager che ha iniziato ad ascoltare la musica gotica. Gli HIM moriranno presto, ma la musica vive nei nostri cuori marci. Vi amiamo!”

Howard Jones, Light The Torch

“Questo è un momento buio. Non è facile dire addio a un compagno costante, perciò non lo farò. Questa musica non mi ha mai lasciato e non lo farà. Grazie per ogni sua piccola parte. Sorridete a quello che avete creato, signori, e grazie per il passaggio.”

Cristina Scabbia, Lacuna Coil

“È  così difficile per una band creare non solo un gran seguito di fans, ma quasi uno stile di vita, e gli HIM l’hanno fatto! I loro show dal vivo trasudavano intensità e sensualità e l’Heartagram vivrà per sempre sulla pelle di molte persone.”

Eicca Toppinen, Apocalyptica

“Gli HIM hanno creato il loro genere di metal, che è davvero eccezionale. Conosco i ragazzi dal 1995, prima suonavamo insieme a Teatro, Helsinki, dove abbiamo ottenuto il nostro primo contratto discografico. Ville è un artista unico, e lavorare con lui è stato sempre un vero piacere.”

Sami Hinkka, Ensiferum

“Gli HIM avevano appena pubblicato il loro primo album, e all’epoca una delle mie vecchie band vinse un contest. Il premio era quello di fare da gruppo spalla agli HIM! La loro musica mi aveva davvero impressionato, ma non avrei mai pensato che avevamo diviso il palco con delle future superstar. Ho seguito la loro carriera durante tutti questi anni e hanno realizzato alcune canzone fantastiche.”

Alexi Laiho, Children Of Bodom

“Ville e io abbiamo fatto un servizio per una rivista rock tedesca. Abbiamo finito sbattendo birre, prendendo in giro il fotografo e ridendo di cazzate. Gli HIM sono musicisti incredibili, e Ville è un cantautore, paroliere, personaggio e frontman incredibile. Anche un bel figlio di puttana. Sono davvero triste nel vedere una band come gli HIM sciogliersi.”

Mikko Von Hertzen, Von Hertzen Brothers

“Usando i termini di J.R.R. Tolkien, se i The Rasmus fossero descritti come gli Hobbits, i Lordi gli Orchi e i Nightwish gli Elfi delle rock e metal band finlandesi acclamate a livello internazionale, gli HIM sarebbero Sauron e Gandalf messi insieme.”

Thomas ‘Happy-Tom’ Seltzer, Turbonegro

“In una mensa scolastica piena di goth band ordinarie e attira pugni e metallari pappamolle che chiedevano solo di essere presi a cazzotti sulle loro labbra piene di piercing, Ville e i ragazzi hanno portato cuore, anima e qualche fottuta pietanza molto piccante al buffet. Tanto amore e rispetto dai Turbo.”

Jyrki, The 69 Eyes

“Negli ultimi vent’anni ho fatto piccole feste rock in tutto il mondo facendo il DJ ospite in famosi club goth e rock. La mia setlist è stata fortemente basata su gli HIM e i Hanoi Rocks. Perciò, addio HIM, godetevi la vostra liberazione, e sarete sempre i bentornati! Continuerò a sventolare la bandiera.”

Lee Dorrian, Rise Above Records/Ex-Cathedral

“Ho incontrato per la prima volta il mio caro amico Mr Valo nel 1998! Ci sono stati così tanti bei momenti che abbiamo condiviso, anche se la maggior parte di loro sono, per essere onesti, totalmente offuscati dalle abbondanti quantità di alcool e tutto ciò che è stato consumato. Siamo stati invitati a fare da supporto agli HIM durante il loro tour in UK nel 2004, che è stato molto divertente. Davvero non penso che alcuni dei loro fans più giovani sapessero cosa stava succedendo con un gruppo di vecchi rockers come noi che rovinavano le loro notti! Ma è stato bello che ce l’abbiano chiesto ed è stato un onore essere coinvolti. È davvero triste che gli HIM stiano dicendo basta; sono veramente una grande band e tra i ragazzi più fantastici che io abbia mai conosciuto, che sono orgoglioso di chiamare amici.”

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Traduzione  italiana  di Katia Arduini – Revisione a cura di Fabiana Urbisci.

Posted by Fabiana Urbisci

 


GLI HIM DICONO ADDIO A PHILADELPHIA CON UNO SPETTACOLO INDIMENTICABILE

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La band più famosa a livello internazionale della Finlandia, gli HIM (alias His Infernal Majesty) sta concludendo la sua straordinaria carriera durata 26 anni con il tour di Bang and Whimper che ha fatto

tappa a Philadelphia il 15 novembre con uno spettacolo che ha fatto sold out e che ha avuto come special guest i 3TEETH e i CKY. Questa è stata una serata piena di emozioni per il pubblico,  in quanto è stata l’ultima performance di Philadelphia per gli HIM, senza dire inoltre che questo è stato il primo spettacolo degli HIM a Philadelphia dopo il 2014. Il Bang and Whimper Tour è stato il finale agrodolce del viaggio musicale che gli HIM hanno intrapreso, e che tocca 14 paesi per dare ai fan che li hanno supportati nel corso degli anni un ultimo spettacolo.

La serata è stata avviata dalla rock band 3TEETH, che è stata un’aggiunta strana ma eccezionale per aprire lo spettacolo e far fluire l’energia della folla. La loro luce stroboscopica ha illuminato in maniera oscura la band sommergendola di luci blu e rosse e veloci esplosioni di luce bianca che si sono accordate perfettamente con i loro ringhi e riff pesanti. Con i 3TEETH è stato l’inizio perfetto di serata anche se sarebbe stato meglio vederli più tardi invece che alle 19:00. A continuare lo spettacolo sono stati gli eroi della città, i CKY, che hanno ricevuto la presentazione perfetta da April e Phil Margera. I CKY sono ora una band a tre con il chitarrista Chad Ginsburg che si occupa di tutte le funzioni vocali e della chitarra (dopo la partenza del vocalist / chitarrista originale, Deron Miller), il bassista Matt Deis e, naturalmente, il loro batterista, Jess Margera. Il set dei CKY è stato un mix ben assortito degli inni dei loro skater e dei Jackass, così come i nuovi brani “Replaceable” e “Head for a Breakdown” del loro recente album, The Phoenix. I CKY hanno detto al pubblico di Philadelphia che questa sarebbe stata l’ultimo spettacolo degli HIM nella città dell’amore fraterno, ma i CKY torneranno all’inizio del 2018. La musicalità e il talento mostrati sul palco sono stati perfetti per tutta la durata del set della band che ha diretto successi come “96 Quite Bitter Beings”, “Rio Bravo” e “The Human Drive in Hi-Fi”. Ovviamente hanno concluso la loro incredibile esibizione con l’ospite speciale Bam Margera che si è unito a loro per cantare “All My Friends Are Dead “ prima di dare il benvenuto sul palco agli HIM per l’ultima volta a Philadelphia.

Con otto album in studio e un numero infinito di concerti entusiasmanti e pieni di talento, purtroppo è giunto il momento di dire addio al gruppo che tutti amiamo, gli HIM (a.k.a His Infernal Majesty). La band metal finlandese non solo ha lasciato un segno enorme nella loro città natale, Helsinki, ma anche un segno incredibile in tutto il mondo. Nel 1997 gli HIM hanno pubblicato il loro album di debutto intitolato, Greatest Love Songs Vol. 666, che si è trasformato in una spirale ascendente per la band che nel 2000 ha catturato l’attenzione di Bam Margera, il quale ha fatto aumentare il successo della band introducendo la sua musica al pubblico americano, e continuando a dirigere i video musicali come per Buried Alive by Love e The Sacrament. Nel 2005 gli HIM sono diventati la prima band finlandese ad aggiudicarsi vendite negli Stati Uniti con il loro quinto album in studio Dark Light, che includeva singoli come Killing Loneliness, Vampire Heart, e il singolo di grande successo Wings Of A Butterfly. Nel 2007 hanno rilasciato un altro album di grande successo, Venus Doom, che ha introdotto i fan a nuovi singoli come Bleed Well  e The Kiss of Dawn. I fan degli HIM sembrano essere irriducibili e si connettono emotivamente alla musica oscura in cui il frontman Ville Valo riversa il suo cuore e i suoi pensieri nei testi estremamente emozionanti.

Gli HIM hanno dato ai fan di Philadelphia quello che volevano, con una setlist perfettamente creata e ben bilanciata, includendo tutte le canzoni che i fan amano e volevano ascoltare un’ultima volta. Hanno terminato la loro performance con una resa fenomenale di Rebel Yell di Billy Idol, lasciando i fan desiderosi di vederli un’altra volta dal vivo ma questa è stata, sfortunatamente, la loro ultima esibizione a Philadelphia. I fan sono usciti dal locale con mascara e lacrime che si riversavano sulle loro guance mentre salutavano la band che adoravano. Per concludere questa recensione, vorrei ringraziare gli HIM, Ville Valo e l’intera band per la loro incredibile musica che ci lasceranno e per averci dato la possibilità di vederli un’ultima volta prima che venga sciolta quella che è conosciuta come una delle più grandi band metal finlandesi che esistano, e noi continueremo ad ascoltare la loro musica per sempre, per cui non morirà mai.

“Dopo un quarto di secolo di Love e Metal intrecciati, sentiamo sinceramente che gli HIM hanno fatto il loro corso innaturale e si deve dire addio per far posto a panorami, profumi e suoni ancora inesplorati. Abbiamo completato il disegno, risolto il puzzle e girato la chiave. Grazie.” – Ville Valo

 

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Traduzione  italiana  di Katia Arduini – Revisione a cura di Fabiana Urbisci.

Posted by Fabiana Urbisci

 


Intervista esclusiva al frontman degli H.I.M. Ville Valo sull’addio dopo 25 anni insieme

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“Non c’era la scintilla. Abbiamo iniziato a lavorare al nuovo materiale. Alle mie orecchie non suonava bene, sembrava troppo, troppo vecchio,” il frontman degli H.I.M. Ville Valo racconta semplicemente il modo in cui il gruppo rock finlandese si è separato dopo un quarto di secolo insieme.
Siamo all’iconico Sunset Marquis la mattina dopo che la band ha suonato il primo dei due concerti sold-out al Wiltern. Il tour, soprannominato secondo la tipica stravaganza degli H.I.M., “Bang & Whimper,” è molto più bizzarro che piagnucoloso. Dal momento in cui le luci si sono spente e il brano d’apertura “Buried Alive by Love” è partito, la folla era in delirio.
Quando racconto a Valo di una donna al bar che si è divertita e ha vomitato su tutto il pavimento, sorride. “Non sapevo che esistessero ancora persone del genere,” dice ridendo.

Ma poi afferma giustamente. “È come una sorta di macchina da viaggio nel tempo.”

Per 25 anni le leggende del “Love Metal”, come sono stati chiamati per la loro unica fusione tra testi romantici alla Cure e superbi collegamenti e riff pop/metal, hanno costruito un enorme seguito di culto, molti dei quali hanno giurato fedeltà agli H.I.M. sin dall’inizio. Così come i fans dicono addio, l’emozione e l’energia di questi ultimi show americani sta sorprendendo persino la band. La parte americana del tour finirà domani sera, il 17 novembre, a New York. Si può solo immaginare la furia della folla quando le note finali di “When Love And Death Embrace,” che è stato il brano di chiusura durante questo tour, riempiranno l’Hammerstein Ballroom.
In questa intervista esclusiva, l’unica per il Nord America rilasciata da Valo per il tour d’addio, parla del futuro, del perché era il momento di dire addio e di come non vede l’ora di “pattinare sul ghiaccio sottile” come artista.

Steve Baltin: Lo spettacolo della scorsa notte al Wiltern è stato folle. Appena si sono abbassate le luci, il pubblico è impazzito.

Ville Valo: Sì, non so cosa sia successo, è come una sorta di macchina del tempo. Succederà anche stasera. Ed è abbastanza raro che una rock band lo ottenga, io la chiamo la costruzione dei mondi. Bands come gli Zeppelin, i Type O Negative, i Sisters Of Mercy, gli AC/DC, ti risucchiano nel loro mondo, che ha le sue regole, la sua geografia ed è abbastanza eccitante. Quindi, anche al più piccolo livello microscopico, se siamo da qualche parte lì intorno è fantastico. Molte band nuove non hanno questo genere di cose.

Baltin: Quindi hai passato 25 anni circa costruendo questo villaggio. Diventa scoraggiante o triste pensare di lasciarsi questo mondo alle spalle? O ti senti semplicemente pronto?

Valo: Prima di tutto penso di essere onesto con te. Alla fine della giornata devi fidarti del tuo istinto. È una cosa difficile da fare quando si tratta di cinque persone che si conoscono tra loro da quando erano bambini e che hanno costruito un mondo o in qualsiasi modo tu voglia chiamarlo nell’ ultimo quarto di secolo. Anche se il tuo istinto ti dice che è ora di saltare giù dal treno, non è una cosa facile da realizzare. Perciò ci sono voluti circa due anni per rendersene veramente conto e assicurarsi che siamo effettivamente della stessa idea e questo deve essere fatto. Andare in tour è ancora bello, andare in tour è divertente, andiamo molto d’accordo, ma questa è stata una delle altre cose che ho pensato: è bello fare la serie degli ultimi hurrah in tour.

Baltin: La risposta del pubblico ti ha forse ispirato a riconsiderare l’idea?

Valo: Questo mi da la motivazione per scrivere canzoni sempre migliori per il mio prossimo progetto, qualsiasi sarà. Questo è come la penso. Alcune canzoni funzionavano davvero bene, suoniamo dalla fine degli anni ’90 e tutte le persone, anche persone nuove, cantano insieme quei testi che ho scritto quando avevo 20 o 19 anni, il che è eccitante. Quindi non riesco a vedere perché non possa continuare, probabilmente in modo diverso, ma è la parte eccitante. Mi piace pattinare sul ghiaccio sottile. Penso ci debba essere questa componente non necessariamente pericolosa, ma che ti sorprende e ti fa stare in punta di piedi. Se le cose diventato troppo facili o comode, devi fare qualcosa a riguardo. E penso che noi lo siamo.

Baltin: Sono d’accordo con te, ma adesso c’è questa mentalità nel rock and roll di suonare sicuro nel mondo che si sono costruiti.

Valo: Lo so, ma alla fine dei conti questo mondo in particolare non sta andando da nessuna parte. Ci piace quello che abbiamo fatto, siamo davvero felici che abbia funzionato così bene e che ancora lo faccia, il che è piuttosto strano. Ovviamente è strano per noi su tutti i livelli possibili. Sarebbe più facile se ci fosse dell’animosità. E all’inizio non avevamo in mente di fare il tour, ma ho pensato che dovevamo lasciare il tutto su quella che io chiamo “la nota più bassa”. Dobbiamo lasciare il rombo alle nostre spalle.

Baltin: Facciamo un salto in avanti al 1 gennaio 2018. Quella sarà la notte dopo l’ultimo show degli H.I.M.. Adesso che hai iniziato il tour puoi anticipare come ti sentirai quella notte?

Valo: Non ne ho idea, abbiamo ancora 43 concerti da fare prima della fine del tour. Perciò vedremo quanto saremo stanchi prima di questo. A gli ultimi concerti che si svolgeranno in Finlandia ci sarà un sacco di gente delle nostre famiglie e vecchi amici da lontano e i nostri parenti e cose così. Perciò sarà speciale anche per questo e, in questo senso, sarà più rituale rispetto a un concerto. Perciò sono certo che sarà strano, sono certo che sarà fantastico e così via. Ma sì, sarà strano e bizzarro e la mia tecnica per affrontare il vuoto e il senso di abbandono sarà prendere la chitarra perché è quello che faccio sempre quando mi sento a disagio. Quindi scriverò altre canzoni. Ho già scritto canzoni e alcune di queste dovevano essere per i ragazzi, ma siccome il prossimo capitolo degli H.I.M. non è decollato ne farò qualcosa.

Baltin: Vedi un album da solista o non sai cosa sarà? 

Valo: Per essere onesto con te, non lo so. La cosa divertente è che ho lavorato su alcune canzoni e alla fine dei conti, anche canzoni nuove, suonavano un po’ come pezzi degli H.I.M. Perciò il mio scopo non è quello di diventare un interprete solista che suona folk qualunque sia la roba, e lo rende davvero scarso e getta via tutto o fa cose super pop o altro. Non m’interessa. Sono interessato al rock and roll, ma l’imperatore ha bisogno di vestiti nuovi.

Baltin: Perciò non farai uscire un album dance?

Valo: Cazzo no. Non so nemmeno come farlo. Mi piace la musica elettronica, mi è sempre piaciuta, ma mi diverto con le chitarre rumorose e mi piace la malinconia e quando inizio ad elencare le cose che mi piacciono della musica suonano molto come gli H.I.M.

Baltin: Sarà interessante vedere come questo si evolve perché hai il tuo stile e la tua voce.

Valo: Sarà interessante, quindi è ovviamente difficile. Non ho più 20 anni quindi fare qualcosa del tutto nuovo è una sfida in sè e vedere se le persone sono davvero interessate. Ma preferisco comunque correre il rischio e vedere il resto dei ragazzi della band fare le loro cose e rischiare invece di diventare questo jukebox semi-rotto, come una tribute band di se stessi, che penso avrebbe potuto avere senso se avessimo potuto vendere, aggiungere un qualche zero alla fine, come i Rolling Stones. Ma penso che non abbiamo mai registrato l’album perfetto degli H.I.M., non siamo arrivati così lontano.

Baltin: Dal momento che hai ancora questa sfida e nessuna animosità…

Valo: Abbiamo ancora questi 43 concerti, perciò alla fine ci sarà animosità (ride). Ancora una volta, mai dire mai. Onestamente i ragazzi mi piacciono perciò non avrei problemi a fare qualcosa insieme. Ma ora non è il momento, perciò non so cosa riserva il futuro, non ne ho idea. Penso che alcuni dei ragazzi lavoreranno a cose legate alla musica, ma gli individui nella band sono abbastanza differenti uno dall’altro. Perciò è davvero difficile dire se saremo fisicamente nella stessa città nei prossimi anni. Ma vedremo. C’è un motivo per finire adesso e non sappiamo come reagiremo. Questo è come la piastra di Petri in azione, questo è il processo chimico o il test o in qualsiasi altro modo tu voglia chiamarlo che sta accandendo e entro la fine dell’anno sapremo come oscillerà, più o meno. E poi probabilmente ci vorrà anche un po’ di tempo per recuperare.

Baltin: Ci sono alcune canzone che stanno assumendo un significato particolare dal momento che le canti per quella che potrebbe essere l’ultima volta con I ragazzi?

Valo: Questo è il primo tour, da quando so che non avremo un album futuro con gli H.I.M. Posso vedere tutto il materiale che stiamo suonando ogni sera come il corpo principale del lavoro perché non ce ne sarà più. Per la prima volta in canzoni come “Join Me In Death,” sento le parole in modo diverso, forse canto le canzoni in modo un po’ diverso. Lo apprezzo non necessariamente come un estraneo, ma posso vedere la foresta attraverso gli alberi un po’ meglio. È diverso. In fin dei conti questo è anche lo scopo di questo tour, è che possiamo essere anche dei fans. Non necessariamente fans di noi stessi, ma di tutto il movimento che è successo durante gli ultimo 26 anni circa. È l’occasione di un gruppo di persone a caso provenienti da un paese a caso nel mezzo del niente più o meno, che sono stati in grado di viaggiare per il mondo e di essere ancora in qualche modo rilevanti per un bel po’ di persone. Quindi è abbastanza sorprendente. È una celebrazione di ciò, di ciò che abbiamo fatto e di ciò che le persone hanno fatto perché ciò accada, e la musica è la colonna sonora di ciò.

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Traduzione  italiana  di Katia Arduini – Revisione a cura di Fabiana Urbisci.

Posted by Fabiana Urbisci

“È vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

 


Intervista esclusiva: Linde Lindstrom sul nuovo album dei Daniel Lioneye

9930-image-optimized_57deb4db6e51fIl mese scorso, la rock band finlandese Daniel Lioneye ha pubblicato il terzo album, Vol. III, che contiene i singoli “Aetherside” e “Ravensong”. La band è un side project del chitarrista degli HIM Linde Lindstrom e comprende anche il bassista degli HIM Mige e il tastierista Burton. Questa volta, il batterista Seppo Tarvainen si è unito a loro.

Originariamente costruita nel 2001 come un progetto divertente su cui lavorare per i membri degli HIM, includendo anche il cantante degli HIM Ville Valo alla batteria, i Daniel Lioneye hanno pubblicato il loro primo album, The King of Rock ‘n’ Roll, in Finlandia e Germania. L’album era l’espressione del lato umoristico della band su una base di stoner rock psichedelico.

Hanno continuato ad esibirsi in alcuni festival in Finlandia con il nome ‘Daniel Lioneye And The Joint Rollers’ e, quando la loro musica raggiunse un’audience internazionale, l’album arrivò alle orecchie di Bam Margera, che usò la canzone “The King of Rock ‘n’ Roll” come sigla al suo show di MTV “Viva La Bam”. Nonostante le attenzioni, sembrava che l’album sarebbe stato l’unica uscita, ma nel 2008 Linde decise di voler mettere insieme un album che sarebbe stato completamente diverso dal primo.

Vol. II era un album di rock più duro con una forte influenza black metal. Sono stati esplorati temi come il divorzio, le psicosi, il sesso, la gestione della rabbia e il farsi rispettare e la band ha finito per aprire un tour in Nord America dei Cradle of Filth.

La band ha suonato a sorpresa durante l’annuale celebrazione di Capodanno degli HIM Helldone all’inizio di quest’anno. La performance ha aperto la strada per un altro album e adesso la band è tornata con Vol. III. La band ha trovato il modo per bilanciare i suoni dei primi due album per formare un mix sublime che comprende un sacco di duro lavoro alla chitarra, ma anche più pezzi cantati.

Recentemente, AXS ha avuto l’opportunità di parlare con Linde, che ha parlato della registrazione del nuovo album, del tour della band e del loro futuro.

AXS: Sono passati sei anni dall’ultimo album. Cosa ti ha fatto decidere che fosse il momento per tornare sul progetto Daniel Lioneye e ci puoi parlare un po’ del processo di registrazione?

Linde Lindstrom: Dopo il tour negli USA con i Cradle Of Filth nel 2011, lentamente ma inesorabilmente hanno iniziato ad uscire idee e riff. Non volevo affrettare niente. Al contrario, volevo che le cose accadessero da sole. Così alla fine, nell’inverno del 2014, siamo andati in studio per cinque giorni con il produttore Hiili per registrare la batteria, il basso e le chitarre ritmiche. Dopo ciò, ho registrato il resto delle chitarre e la voce allo studio di casa e Burton ha fatto lo stesso con le tastiere e alla fine Hiili ha mixato tutto.

AXS: Qual è per te la differenza più grande tra registrare qualcosa con i Daniel Lioneye e registrare qualcosa con gli HIM?

LL: La differenza principale per me è che nei Daniel Lioneye canto.

AXS: Secondo te, cosa rende questo album diverso dagli altri due?

DL: Penso che, in un certo modo, Vol. III sia un insieme dei primi due album. Penso anche che sia più accessibile e più facile da affrontare. Spero ci siano dei progressi nei testi e nella produzione. E’ molto difficile da descrivere per me. Sono troppo legato ad esso.

AXS: Hai iniziato questo progetto come una sorta di scherzo/anti stress. Sei sorpreso che sia arrivato dov’è arrivato e cosa pensi che sia dei Daniel Lioneye ha far presa sul pubblico?

LL: Beh, in passato, quando è uscito il primo album, non pensavo assolutamente che ce ne sarebbero stati altri, ma, dopo Vol. II, sapevo che ne sarebbe arrivato un altro. E adesso sono aperto ad ogni cosa possibile e impossibile. Sono abbastanza contento di come è uscito Vol. III. Non ho la ben che minima idea se possa piacere agli altri. Sto semplicemente facendo quello che adesso mi sembra giusto.

AXS: Qual è la tua parte preferita nel fare questo?

LL: La mia parte preferita è semplicemente fare musica.

AXS: Da dove arriva l’idea del video di “Aetherside”?

LL: Abbiamo girato il video una notte a Evitskog. Matti Penttilä e Ili Marttinen sono arrivati con l’idea e abbiamo iniziato a girare. Penso che tutti abbiamo un’idea diversa di cosa accade realmente nel video, ma è arte. [ride]

 

AXS: Avete in programma alcune date in Finlandia, ma ci sono altre date in progetto e c’è una possibilità per una qualche data negli USA?

LL: Un tour in Europa è programmato per dicembre. Questo è tutto quello che posso dire al momento.

AXS: L’ultima volta che abbiamo parlato, stavi suonando a Detroit nel tour USA con I Cradle of Filth e abbiamo parlato del far crescere la vostra fan base fuori da quella degli HIM. Pensi che sia successo e quanto credi che quel tour abbia aiutato a raggiungere questa consapevolezza?

LL: Penso che in un certo senso sia successo e, certamente, tutto quello che fai, i concerti e gli album che realizzi aiutano. Ma ad essere sincero, provo a non pensare troppo a queste cose. Mi devo concentrare sul fare buona musica e suonare dei grandi show. Tutto il resto lo lascio agli altri.

AXS: Guardando al futuro, qual è il più grande obiettivo da raggiungere per la band durante l’anno? Ci sarà l’Helldone quest’anno e se sì, pensi che i Daniel Lioneye faranno un’altra apparizione?

LL: Il più grande obbiettivo per me era fare questo album. Tutto il resto è un bonus. Sono il tipo di persona che prende le cose come vengono, non programmo mai niente. Non abbiamo deciso se ci sarà l’Helldone quest’anno o no. Probabilmente faremo un incontro per parlarne presto. A causa di questo, non è chiaro quali band saranno sul palco. [Dopo l’intervista è stato annunciato che a causa dei vari side projects dei membri degli HIM e siccome non sono potuti tornare in studio, non ci sarà l’Helldone nel 2016 ma tornerà nel 2017.]

AXS: Ho visto che hai fatto qualche lezione di chitarra per Backstage Secrets. Ti sei divertito a condividere le tue tecnologie e conoscenze con altri? Per quelli che non sono avezzi al tuo lavoro alla chitarra, cosa vorresti far loro sapere a riguardo del tuo stile distintivo?

LL: Come prima cosa, ero molto scettico a riguardo di queste lezioni di chitarra perchè non mi considero un insegnante. Ho dato alcune lezioni di chitarra in passato ma questo era diverso. Fin’ora, è stato fantastico! Non vedo l’ora arrivi la master class di chitarra a San Pietroburgo l’11 settembre. Il mio eccellente tecnico della chitarra, Kimmo Aroluoma, mi raggiungerà e probabilmente finirà col condurre la conversazione. Alla fine, sono un suonatore di blues. Questo è tutto quello che c’è da sapere!

AXS: Infine, sembra che tu abbia sempre qualcosa in cantiere per quanto riguarda la musica, ma qual è la cosa che preferisci fare oltre questo nel tuo tempo libero? Dove possiamo trovarti quando hai bisogno di un po’ di tempo per rilassarti?

LL: Amo stare lontano dalle persone e amo fare lunghe passeggiate con il mio cane. Amo anche fare la sauna e dopo nuotare: combo perfetto! Davvero molto rilassante.

AXS: Alcune ultime parole per i fans?

LL: Vi auguro il meglio! Se avete del tempo libero, ascoltate Vol. III. Spero vi piaccia! Venite anche a vederci dal vivo!

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Fonte

Traduzione  italiana  di Katia Arduini – Revisione a cura di Claudia Micacchioni.

Posted by Fabiana Urbisci

“È vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

 


“La Conoscenza è lì per essere condivisa, non per essere nascosta” – Intervista con Linde Lindstrom (HIM & Daniel Lioneye)

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Domenica 11 Settembre il Backstage Secrets ha accolto Mikko ‘Linde’ Lindstrom (HIM & Daniel Lioneye) e il suo tecnico della chitarra Kimmo Aroluoma a St. Pietroburgo per un incredibile masterclass di 4 ore. Sono accorsi all’evento fan entusiasti da tutto il mondo, così come persone che hanno visto da casa l’intero evento via streaming. Durante la master class, Linde e Kimmo hanno coperto una grande varietà di argomenti circa la guitar rig di Linde e hanno svelato molti segreti per raggiungere il suo incredibile e unico tono di chitarra. Per tutta la sessione, Linde ha suonato tracce degli HIM e dei Daniel Lioneye (incluse quelle di Vol III) e ha risposto a diverse domande del pubblico, sia di quello che si trovava a St. Pietroburgo sia di quello che guardava via internet.

Adam Jessop del Backstage Secrets ha avuto il piacere di intervistare Linde dopo l’evento per scoprire i suoi pensieri sulla presentazione della master class e sul lavoro con il Backstage Secrets. Ha anche colto l’opportunità di chiedere alcune cose sulla guitar rig, l’ultimo album rilasciato dai Daniel Lioneye (e il suo tour Europeo) e sulla sua vita da chitarrista al di fuori di una band.

Backstage Secrets: Ciao Linde. Come stai?

Linde: Bene! Abbiamo appena finito la master class che è andata bene.

BS: Fantastico. Quindi hai appena finito la master class di chitarra con Backstage Secrets. Come ci si sente nell’averlo fatto?

Linde: Oh è stato grande. Mi sono sorpreso di quanto sia stato veloce. Sono state quattro ore ma è sembrato niente.

BS: Sì lo stesso, io stavo guardando ed è andato tutto abbastanza veloce. Quindi lo si sente come un grande passo nella tua carriera? Essere improvvisamente non solo uno che suona la chitarra ma qualcuno che ha classi, lezioni e cose del genere su di essa. Come ci si sente?

Linde: Sì, a essere onesto è abbastanza strano. Sai, io che do lezioni di chitarra, ma grazie a Dio ho il mio tecnico con me che fa la maggior parte della conversazione!

BS: Quindi come sei salito a bordo del programma di Backstage Secrets? Qual è stata la preparazione per esso?

Linde: Tim Palmer ha suggerito che diventassi un residente di Backstage Secrets. Così ho incontrato Konstantin a Helsinki ed è iniziato tutto da lì. Abbiamo fatto una masterclass alla Finnvox con Brina Virtue e poi anche una piccola sessione nel negozio Kimmo a Helsinki. E ora questa è la terza. Quindi non è come se lo avessi fatto sempre, ma è ancora fresco.

BS: Come ci si sente in realtà a rivelare i tuoi segreti da chitarrista al pubblico? Sei felice che le persone si avvicinino al tuo tono? O ti senti come un mago che ha appena rivelato i suoi segreti?

Linde: No, penso che la conoscenza sia lì per essere condivisa, non per essere nascosta. E in ogni caso non si vuole copiare la roba di nessuno. Quindi l’informazione potrebbe uscire fuori. Non si è in grado di suonare come me o come qualcun altro se ci si prova. Non si tratta di marcia, il suono è tutto nelle dita in fondo.

BS: Si questa è la cosa principale che ho portato fuori dalla classe in realtà; prima di ogni pedale o amplificatore sono coinvolte le dita da cui parte tutto. Ok, ho alcune domande sulla tua guitar rig. Un po’ sono state risposte durante la master class ma ne ho ancora alcune di cui mi piacerebbe parlare. Quindi, quanto spesso cambi in realtà la rig? Nel corso degli anni sei passato dalla Marshall alla Laney e ora alla recente 5150. Cosa influenza le tue scelte?

Linde: Sì, la 5150 ho voluto aggiungerla per sostanza e forza e penso che la mia attrezzatura e la rig cambino a ogni tour praticamente. Dopo ogni album, quando si torna alle prove e si prova a riprodurre il suono live, si deve pensare sempre a “cosa si deve cambiare” e così via.

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BS: Lo fai da solo o lo fa Kimmo? Ti trova lui i pedali da provare o lo fai da solo e pensi “Oh mi piace questo! Provo ad adattarlo da qualche parte”

Linde: Beh, l’ultima volta sono andato al suo negozio, ho preso circa 40 pedali e li ho portati allo studio, solo per provarli tutti. Noi potremmo avere un’idea del tipo di suono che stiamo cercando così ne parliamo con Kimmo che cercherà di raggiungerlo e produrlo.

BS: Quanto ascolti Kimmo? Segui i suoi consigli su tutto in termini di cose come la messa in scena e l’ordine degli effetti? O qualche volta dici solo “No, farò a modo mio, mi piace questo”.

Linde: A volte sì, ma generalmente l’idea migliore è ascoltarlo. Lui è più bravo di me.

BS: Hai mai sentito un termine chiamato “GAS”? ‘Guitar Acquisition Syndrome’. Questa cosa per cui i chitarristi sono come “Oooo ho ottenuto quello, voglio questo, ho bisogno di quello”?

Linde: Sì è facile entrarci. Con la registrazione a casa hai il tuo piccolo studio e finisci di provare circa un milione di plugin e in realtà non ti concentri sulla musica. Ti perdi facilmente con tutti gli attrezzi.

BS: Sì sicuramente, devi sempre avere un po’ di gioco in giro con quello che hai. Ricordo cosa hai detto durante la class su Mickey Mouse e cose del genere. Devi solo suonarci intorno. Okay, ora passiamo un po’ a Daniel Lioneye. L’opinione generale è che Vol III sia il tuo lavoro più lucido. Sei d’accordo con questo?

Linde: Beh penso che sia il migliore dei tre album sicuramente e penso che abbiamo finalmente trovato ‘quel’ suono.

BS: Per quanto riguarda gli album precedenti, da quelli c’è ancora qualche traccia che rimane tra le tue tracce preferite?

Linde: Sì dal primo amo ancora King of Rock and Roll e International Pussy Lover è una delle mie preferite di tutti i tempi. Da Vol II The Mentat. La suoniamo ancora live.

BS: Ho visto che l’hai suonata dal vivo recentemente, è stato bello vedere questo lancio. Hai intenzione di suonare altri classici?

Linde: Da Vol II abbiamo un po’ di canzoni in mente, ma… non ricordo il nome… merda…

BS: Kiss of the Cannibal? I Saw Myself?

Linde: Sì, Kiss of the Cannibal era una di quelle, ma mi sono reso conto che il riff è simile a Aetherside quindi volevo toglierla.

BS: Quindi nel nuovo album il tuo famoso suono ‘wah’ è praticamente inesistente. Qual è la ragione che sta dietro di questo? Volevi fare qualcosa di diverso o semplicemente sentivi che non si adattava?

Linde: Beh, la cosa è andata così, ho fatto versioni demo di tutte le canzoni. Demo prototipo di loro, con tamburi programmati, e ho registrato gli assoli in presa diretta e mi sono piaciuti così tanto che non ho voluto farli di nuovo. Sono stati registrati senza un pedale wah. Così ho bloccato le demo. Questo mi succede spesso con gli assoli, la prima registrazione è sempre la migliore e quando inizio a pulirli va di merda!

BS: Sì, è come se perdessi ‘l’essenza’ iniziale e la passione dopo la prima registrazione. Ok, così siete in tour al momento; com’è suonare per un pubblico più piccolo rispetto ai grandi festival e arene. È più intimo o intimidatorio?

Linde: dico che i posti più piccoli e le audience più piccole sono più intimidatori rispetto a quei posti da 20.000 persone; non sembra vero. Anche il pubblico è molto più lontano, e non vedi nessuno in faccia, ma quando suoni nei piccoli club sono tutti vicini al tuo viso.

È molto personale.

BS: C’è stato qualche fan esageratamente entusiasta di recente ai vostri concerti?

Linde: Beh, certamente ci sono sempre fans entusiasti, ma sai… le persone sanno come comportarsi!

BS: Quindi c’è qualcosa al momento del tuo lavoro con i Daniel Lioneye che porterai negli HIM? Manterrai questo approccio metal ‘più pesante’ anche lì?

Linde: Beh… non so come sarà il sound futuro degli HIM. Quando prendi una pausa e nel frattempo fai qualcosa di diverso, si riflette sempre anche nelle cose degli HIM. Sub consciamente o anche se non ci pensi, accadrà.

BS: Ok, passiamo ad alcune domande sulla tua attività di chitarrista al di fuori dalle bands, tipo a casa. Come ti eserciti a casa? Suoni le basi o semplicemente ti eserciti da solo con la tecnica?

Linde: Suono le mie cose. Suono una chitarra acustica perché le corde sono più spesse e più alte ed è più difficile suonarla. Quando mi esercito con quella poi è più facile suonare con la chitarra elettrica, perciò lo trovo abbastanza utile.

 

BS: Ok, e a casa quanto sperimenti? Semplicemente ti siedi con i pedali e i settings, sei abbastanza coinvolto in questo?

Linde: Sì certamente. Mi perdo spesso con queste cose. Ed è molto divertente!

BS: Sì decisamente! Quando tempo perdi in internet cercando cose per la chitarra? Guardi recensioni, forum, video su Youtube?

Linde: Guardo alcuni dei miei show preferiti degli SYL su Youtube, o i miei show preferiti di Iggy. A volte guardo Gearslutz e cose del genere quando sto cercando certe informazioni su alcuni pedali o cose del genere. Ed è forte perché tutto è in internet al giorno d’oggi; se vuoi sapere qualcosa lo puoi scoprire molto velocemente.

 

BS: Sì internet va bene per questo. Palando di Youtube, guardi le cover delle tue cose? Ti piace ascoltare le persone che lo fanno, o non vuoi sentire le tue canzoni brutalmente uccise?

Linde: No, per niente! Penso che sia fantastico quando le persone fanno le cover. E’ sempre divertente guardarle. Non penso mai “come osa rompere la mia canzone ” non è mai così.

BS: Sì, a volte c’è chi le fa a modo proprio. Non è come la suoni, o qualcosa che puoi interpretare come ‘suonato male’ ma dev’essere carino sentirne una ‘versione’ diversa.

Linde: Sì non riguarda questo. Quando qualcuno fa una cover di una canzone mia l’apprezzo molto.

BS: Ok, un’ultima domanda… I dreadlocks… Qual è il loro futuro?

Linde: Haha! Beh sì, stanno ancora crescendo. Sono diventati abbastanza grandi!

BS: Sì ricordo quando hai iniziato a farli crescere intorno al periodo di Deep Shadows, e poi circa 7 o 8 anni fa li hai tagliati.

Linde: Sì, stavano diventando troppo lunghi, troppo pesanti e così un giorno mi sono stancato e ho preso un coltello e li ho tagliati.

BS: E com’è che adesso li tiri indietro? Sono finiti i tempi in cui li tenevi penzoloni davanti alla tua faccia?

Linde: Beh, sembra più figo… ma è così fottutamente fastidioso averli davanti alla faccia.

BS: Sì, posso immaginare che diventino d’intralcio quando stai suonando. Hai mai avuto un qualche incidente suonando dal vivo? Come loro che s’incastrano nelle corde?

Linde: Sì molto tempo fa. Questo è un altro motivo per cui adesso sono indietro – ride.

BS: Ok, bene è stato un assoluto piacere parlare con te Linde. Grazie per aver fatto la master class con noi di Backstage Secrets, e speriamo di lavorare ancora con te in futuro.

Linde: Sì, grazie Adam. Ti auguro il meglio!

 

BS: Ti auguro il meglio. Grazie Linde!

 

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Fonte

Traduzione  italiana  di Katia Arduini e Claudia Micacchioni – Revisione a cura di Claudia Micacchioni, Katia Arduini e Floriana Pugliese.

Posted by Fabiana Urbisci

“È vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

 


Intervista a Daniel Lioneye by Chad Bowar

daniel-lioneyeSono passati sei anni dall’ultimo album dei Daniel Lioneye. Il frontman della band è il chitarrista degli HIM Linde Lindstrom, voce e chitarra nei Daniel Lioneye. Il resto della line-up include i suoi compagni degli HIM Migé e Burton, rispettivamente al basso e alla tastiera, insieme al batterista Seppo Tarvainen. Il loro ultimo album è Vol. III. 

Ho raggiunto Lindstrom per parlare del nuovo album dei Daniel Lioneye e altri argomenti. 

Chad Bowar: Come hai messo insieme la formazione per Vol. III?

Linde Lindstrom: Tornando indietro nel 2011, dopo l’uscita di Vol. II, abbiamo fatto alcuni spettacoli in Finlandia e un lungo tour americano di supporto ai Cradle of Filth con questa formazione e tutto sembrava giusto. Per me era ovvio che questa sarebbe stata la scaletta per Vol. III.

Come confronteresti il processo di scrittura rispetto ai primi due album dei Daniel Lioneye?

King of Rock ‘n Roll è stato scritto, registrato e mixato in cinque giorni, pur essendo molto ubriaco. Per quanto riguarda Vol. II, alcune delle canzoni sono state scritte quando ero un adolescente e altre erano nuove. È stato un approccio molto diverso rispetto al primo album e questa era l’idea. Dopo aver terminato il tour di Vol.II  nel 2011, i riff e le idee hanno iniziato ad apparire. Ho realizzato dei Pro Tools demo e li ho inviati alla band. I miei testi demo quasi onomatopeici non avevano molto senso, così Migè li ha riscritti.

Come si è evoluto il sound della band in questo disco?

Penso che si sia evoluto molto. E in un buon modo. Io ancora amo molto il sound del primo album, in particolare la padronanza di quell’ album è sorprendente. Vol. II suona piuttosto incasinato è questo il punto. È un album abbastanza impegnativo lo ammetto. Funziona meglio con delle buone cuffie e un volume alto, pur essendo già alto. Questo album è più facile da approcciare rispetto  a Vol. II. La band è rilassata, si gode il ritmo ed è dura allo stesso tempo. Si può sentire la band suonare, il che è raro di questi tempi. Inoltre, ero più sicuro delle mie parti vocali così si possono effettivamente sentire.

Che cosa ha ispirato i vostri testi questa volta? 

Come ho detto prima, Migé ha scritto la maggior parte dei testi. Siamo sulla stessa frequenza quindi li sento lo stesso molto personali. La crisi esistenziale/depressione è uno dei temi dell’album.

Com’ è diversa la versione 2016 di “Neolithic Way” di quest’album rispetto all’ originale?  

Credo che “Neolithic Way” spiccava di più su Vol. II e che non ha ottenuto il trattamento che meritava. In Finlandia abbiamo questa cosa chiamata “juostenkustu.” Questo è quello che mi sembrava su Vol. II. Abbiamo preso un po’ il ritmo e le voci sono più udibili tra le altre cose. Ha anche aiutato il fatto che abbiamo suonato questa canzone dal vivo un paio di volte durante il tour 2011. Sono così contento di averlo fatto di nuovo. Molto soddisfatto dalla nuova versione!

Molto è cambiato nel settore della musica dal tuo ultimo album con i Daniel Lioneye. Come si fa ad impostare le aspettative per un album?

Non imposto alcuna aspettativa a tutti. Come potrei? Basta prenderla come viene.

Con gli altri impegni, quanto siete in grado di stare in tour per questo disco? 

Suoneremo cinque spettacoli in Finlandia all’inizio di settembre e stiamo lavorando su alcune date europee. Questo è tutto quello che posso dire al momento.

Qual è stato il più memorabile spettacolo live dei Daniel Lioneye?    

L’intero tour 2011 negli Stati Uniti è stato incredibile! Grandi spettacoli e così tanti grandi ricordi! Conoscere i ragazzi dei Nachtmystium è stato uno dei punti salienti. Se dovessi scegliere uno spettacolo, probabilmente sarebbe quello al Nokia Theatre di New York.

Farai un master class di chitarra in Russia a Settembre. Quanto è gratificante trasmettere le tue conoscenze agli altri?

È molto gratificante. Non vedo l’ora di fare questo viaggio!

Chi sono alcuni chitarristi della generazione più giovane che ritieni abbiano grande talento?  

Non sono sicuro di cosa si intenda con giovani generazioni, ma ad essere onesti, non sono particolarmente colpito da tutti i nuovi chitarristi. Dove sono? Forse io non seguo abbastanza attivamente la nuova musica. Quando provo a pensare a qualche giovane chitarrista di interesse, non mi viene in mente nulla. Potrebbe essere colpa mia però.

Qual è lo stato del prossimo album degli HIM? 

Non ho nessuna novità a riguardo, mi spiace.

C’è qualcos’altro che desideri menzionare o promuovere? 

Beh, Spero che apprezzerete il nuovo album e vi ringrazio molto per questa intervista!

 

 

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Fonte

Traduzione  italiana  di Floriana Pugliese – Revisione a cura di Claudia Micacchioni

Posted by Fabiana Urbisci

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