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Intervista esclusiva al frontman degli H.I.M. Ville Valo sull’addio dopo 25 anni insieme

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“Non c’era la scintilla. Abbiamo iniziato a lavorare al nuovo materiale. Alle mie orecchie non suonava bene, sembrava troppo, troppo vecchio,” il frontman degli H.I.M. Ville Valo racconta semplicemente il modo in cui il gruppo rock finlandese si è separato dopo un quarto di secolo insieme.
Siamo all’iconico Sunset Marquis la mattina dopo che la band ha suonato il primo dei due concerti sold-out al Wiltern. Il tour, soprannominato secondo la tipica stravaganza degli H.I.M., “Bang & Whimper,” è molto più bizzarro che piagnucoloso. Dal momento in cui le luci si sono spente e il brano d’apertura “Buried Alive by Love” è partito, la folla era in delirio.
Quando racconto a Valo di una donna al bar che si è divertita e ha vomitato su tutto il pavimento, sorride. “Non sapevo che esistessero ancora persone del genere,” dice ridendo.

Ma poi afferma giustamente. “È come una sorta di macchina da viaggio nel tempo.”

Per 25 anni le leggende del “Love Metal”, come sono stati chiamati per la loro unica fusione tra testi romantici alla Cure e superbi collegamenti e riff pop/metal, hanno costruito un enorme seguito di culto, molti dei quali hanno giurato fedeltà agli H.I.M. sin dall’inizio. Così come i fans dicono addio, l’emozione e l’energia di questi ultimi show americani sta sorprendendo persino la band. La parte americana del tour finirà domani sera, il 17 novembre, a New York. Si può solo immaginare la furia della folla quando le note finali di “When Love And Death Embrace,” che è stato il brano di chiusura durante questo tour, riempiranno l’Hammerstein Ballroom.
In questa intervista esclusiva, l’unica per il Nord America rilasciata da Valo per il tour d’addio, parla del futuro, del perché era il momento di dire addio e di come non vede l’ora di “pattinare sul ghiaccio sottile” come artista.

Steve Baltin: Lo spettacolo della scorsa notte al Wiltern è stato folle. Appena si sono abbassate le luci, il pubblico è impazzito.

Ville Valo: Sì, non so cosa sia successo, è come una sorta di macchina del tempo. Succederà anche stasera. Ed è abbastanza raro che una rock band lo ottenga, io la chiamo la costruzione dei mondi. Bands come gli Zeppelin, i Type O Negative, i Sisters Of Mercy, gli AC/DC, ti risucchiano nel loro mondo, che ha le sue regole, la sua geografia ed è abbastanza eccitante. Quindi, anche al più piccolo livello microscopico, se siamo da qualche parte lì intorno è fantastico. Molte band nuove non hanno questo genere di cose.

Baltin: Quindi hai passato 25 anni circa costruendo questo villaggio. Diventa scoraggiante o triste pensare di lasciarsi questo mondo alle spalle? O ti senti semplicemente pronto?

Valo: Prima di tutto penso di essere onesto con te. Alla fine della giornata devi fidarti del tuo istinto. È una cosa difficile da fare quando si tratta di cinque persone che si conoscono tra loro da quando erano bambini e che hanno costruito un mondo o in qualsiasi modo tu voglia chiamarlo nell’ ultimo quarto di secolo. Anche se il tuo istinto ti dice che è ora di saltare giù dal treno, non è una cosa facile da realizzare. Perciò ci sono voluti circa due anni per rendersene veramente conto e assicurarsi che siamo effettivamente della stessa idea e questo deve essere fatto. Andare in tour è ancora bello, andare in tour è divertente, andiamo molto d’accordo, ma questa è stata una delle altre cose che ho pensato: è bello fare la serie degli ultimi hurrah in tour.

Baltin: La risposta del pubblico ti ha forse ispirato a riconsiderare l’idea?

Valo: Questo mi da la motivazione per scrivere canzoni sempre migliori per il mio prossimo progetto, qualsiasi sarà. Questo è come la penso. Alcune canzoni funzionavano davvero bene, suoniamo dalla fine degli anni ’90 e tutte le persone, anche persone nuove, cantano insieme quei testi che ho scritto quando avevo 20 o 19 anni, il che è eccitante. Quindi non riesco a vedere perché non possa continuare, probabilmente in modo diverso, ma è la parte eccitante. Mi piace pattinare sul ghiaccio sottile. Penso ci debba essere questa componente non necessariamente pericolosa, ma che ti sorprende e ti fa stare in punta di piedi. Se le cose diventato troppo facili o comode, devi fare qualcosa a riguardo. E penso che noi lo siamo.

Baltin: Sono d’accordo con te, ma adesso c’è questa mentalità nel rock and roll di suonare sicuro nel mondo che si sono costruiti.

Valo: Lo so, ma alla fine dei conti questo mondo in particolare non sta andando da nessuna parte. Ci piace quello che abbiamo fatto, siamo davvero felici che abbia funzionato così bene e che ancora lo faccia, il che è piuttosto strano. Ovviamente è strano per noi su tutti i livelli possibili. Sarebbe più facile se ci fosse dell’animosità. E all’inizio non avevamo in mente di fare il tour, ma ho pensato che dovevamo lasciare il tutto su quella che io chiamo “la nota più bassa”. Dobbiamo lasciare il rombo alle nostre spalle.

Baltin: Facciamo un salto in avanti al 1 gennaio 2018. Quella sarà la notte dopo l’ultimo show degli H.I.M.. Adesso che hai iniziato il tour puoi anticipare come ti sentirai quella notte?

Valo: Non ne ho idea, abbiamo ancora 43 concerti da fare prima della fine del tour. Perciò vedremo quanto saremo stanchi prima di questo. A gli ultimi concerti che si svolgeranno in Finlandia ci sarà un sacco di gente delle nostre famiglie e vecchi amici da lontano e i nostri parenti e cose così. Perciò sarà speciale anche per questo e, in questo senso, sarà più rituale rispetto a un concerto. Perciò sono certo che sarà strano, sono certo che sarà fantastico e così via. Ma sì, sarà strano e bizzarro e la mia tecnica per affrontare il vuoto e il senso di abbandono sarà prendere la chitarra perché è quello che faccio sempre quando mi sento a disagio. Quindi scriverò altre canzoni. Ho già scritto canzoni e alcune di queste dovevano essere per i ragazzi, ma siccome il prossimo capitolo degli H.I.M. non è decollato ne farò qualcosa.

Baltin: Vedi un album da solista o non sai cosa sarà? 

Valo: Per essere onesto con te, non lo so. La cosa divertente è che ho lavorato su alcune canzoni e alla fine dei conti, anche canzoni nuove, suonavano un po’ come pezzi degli H.I.M. Perciò il mio scopo non è quello di diventare un interprete solista che suona folk qualunque sia la roba, e lo rende davvero scarso e getta via tutto o fa cose super pop o altro. Non m’interessa. Sono interessato al rock and roll, ma l’imperatore ha bisogno di vestiti nuovi.

Baltin: Perciò non farai uscire un album dance?

Valo: Cazzo no. Non so nemmeno come farlo. Mi piace la musica elettronica, mi è sempre piaciuta, ma mi diverto con le chitarre rumorose e mi piace la malinconia e quando inizio ad elencare le cose che mi piacciono della musica suonano molto come gli H.I.M.

Baltin: Sarà interessante vedere come questo si evolve perché hai il tuo stile e la tua voce.

Valo: Sarà interessante, quindi è ovviamente difficile. Non ho più 20 anni quindi fare qualcosa del tutto nuovo è una sfida in sè e vedere se le persone sono davvero interessate. Ma preferisco comunque correre il rischio e vedere il resto dei ragazzi della band fare le loro cose e rischiare invece di diventare questo jukebox semi-rotto, come una tribute band di se stessi, che penso avrebbe potuto avere senso se avessimo potuto vendere, aggiungere un qualche zero alla fine, come i Rolling Stones. Ma penso che non abbiamo mai registrato l’album perfetto degli H.I.M., non siamo arrivati così lontano.

Baltin: Dal momento che hai ancora questa sfida e nessuna animosità…

Valo: Abbiamo ancora questi 43 concerti, perciò alla fine ci sarà animosità (ride). Ancora una volta, mai dire mai. Onestamente i ragazzi mi piacciono perciò non avrei problemi a fare qualcosa insieme. Ma ora non è il momento, perciò non so cosa riserva il futuro, non ne ho idea. Penso che alcuni dei ragazzi lavoreranno a cose legate alla musica, ma gli individui nella band sono abbastanza differenti uno dall’altro. Perciò è davvero difficile dire se saremo fisicamente nella stessa città nei prossimi anni. Ma vedremo. C’è un motivo per finire adesso e non sappiamo come reagiremo. Questo è come la piastra di Petri in azione, questo è il processo chimico o il test o in qualsiasi altro modo tu voglia chiamarlo che sta accandendo e entro la fine dell’anno sapremo come oscillerà, più o meno. E poi probabilmente ci vorrà anche un po’ di tempo per recuperare.

Baltin: Ci sono alcune canzone che stanno assumendo un significato particolare dal momento che le canti per quella che potrebbe essere l’ultima volta con I ragazzi?

Valo: Questo è il primo tour, da quando so che non avremo un album futuro con gli H.I.M. Posso vedere tutto il materiale che stiamo suonando ogni sera come il corpo principale del lavoro perché non ce ne sarà più. Per la prima volta in canzoni come “Join Me In Death,” sento le parole in modo diverso, forse canto le canzoni in modo un po’ diverso. Lo apprezzo non necessariamente come un estraneo, ma posso vedere la foresta attraverso gli alberi un po’ meglio. È diverso. In fin dei conti questo è anche lo scopo di questo tour, è che possiamo essere anche dei fans. Non necessariamente fans di noi stessi, ma di tutto il movimento che è successo durante gli ultimo 26 anni circa. È l’occasione di un gruppo di persone a caso provenienti da un paese a caso nel mezzo del niente più o meno, che sono stati in grado di viaggiare per il mondo e di essere ancora in qualche modo rilevanti per un bel po’ di persone. Quindi è abbastanza sorprendente. È una celebrazione di ciò, di ciò che abbiamo fatto e di ciò che le persone hanno fatto perché ciò accada, e la musica è la colonna sonora di ciò.

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Traduzione  italiana  di Katia Arduini – Revisione a cura di Fabiana Urbisci.

Posted by Fabiana Urbisci

“È vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

 


Intervista esclusiva: Linde Lindstrom sul nuovo album dei Daniel Lioneye

9930-image-optimized_57deb4db6e51fIl mese scorso, la rock band finlandese Daniel Lioneye ha pubblicato il terzo album, Vol. III, che contiene i singoli “Aetherside” e “Ravensong”. La band è un side project del chitarrista degli HIM Linde Lindstrom e comprende anche il bassista degli HIM Mige e il tastierista Burton. Questa volta, il batterista Seppo Tarvainen si è unito a loro.

Originariamente costruita nel 2001 come un progetto divertente su cui lavorare per i membri degli HIM, includendo anche il cantante degli HIM Ville Valo alla batteria, i Daniel Lioneye hanno pubblicato il loro primo album, The King of Rock ‘n’ Roll, in Finlandia e Germania. L’album era l’espressione del lato umoristico della band su una base di stoner rock psichedelico.

Hanno continuato ad esibirsi in alcuni festival in Finlandia con il nome ‘Daniel Lioneye And The Joint Rollers’ e, quando la loro musica raggiunse un’audience internazionale, l’album arrivò alle orecchie di Bam Margera, che usò la canzone “The King of Rock ‘n’ Roll” come sigla al suo show di MTV “Viva La Bam”. Nonostante le attenzioni, sembrava che l’album sarebbe stato l’unica uscita, ma nel 2008 Linde decise di voler mettere insieme un album che sarebbe stato completamente diverso dal primo.

Vol. II era un album di rock più duro con una forte influenza black metal. Sono stati esplorati temi come il divorzio, le psicosi, il sesso, la gestione della rabbia e il farsi rispettare e la band ha finito per aprire un tour in Nord America dei Cradle of Filth.

La band ha suonato a sorpresa durante l’annuale celebrazione di Capodanno degli HIM Helldone all’inizio di quest’anno. La performance ha aperto la strada per un altro album e adesso la band è tornata con Vol. III. La band ha trovato il modo per bilanciare i suoni dei primi due album per formare un mix sublime che comprende un sacco di duro lavoro alla chitarra, ma anche più pezzi cantati.

Recentemente, AXS ha avuto l’opportunità di parlare con Linde, che ha parlato della registrazione del nuovo album, del tour della band e del loro futuro.

AXS: Sono passati sei anni dall’ultimo album. Cosa ti ha fatto decidere che fosse il momento per tornare sul progetto Daniel Lioneye e ci puoi parlare un po’ del processo di registrazione?

Linde Lindstrom: Dopo il tour negli USA con i Cradle Of Filth nel 2011, lentamente ma inesorabilmente hanno iniziato ad uscire idee e riff. Non volevo affrettare niente. Al contrario, volevo che le cose accadessero da sole. Così alla fine, nell’inverno del 2014, siamo andati in studio per cinque giorni con il produttore Hiili per registrare la batteria, il basso e le chitarre ritmiche. Dopo ciò, ho registrato il resto delle chitarre e la voce allo studio di casa e Burton ha fatto lo stesso con le tastiere e alla fine Hiili ha mixato tutto.

AXS: Qual è per te la differenza più grande tra registrare qualcosa con i Daniel Lioneye e registrare qualcosa con gli HIM?

LL: La differenza principale per me è che nei Daniel Lioneye canto.

AXS: Secondo te, cosa rende questo album diverso dagli altri due?

DL: Penso che, in un certo modo, Vol. III sia un insieme dei primi due album. Penso anche che sia più accessibile e più facile da affrontare. Spero ci siano dei progressi nei testi e nella produzione. E’ molto difficile da descrivere per me. Sono troppo legato ad esso.

AXS: Hai iniziato questo progetto come una sorta di scherzo/anti stress. Sei sorpreso che sia arrivato dov’è arrivato e cosa pensi che sia dei Daniel Lioneye ha far presa sul pubblico?

LL: Beh, in passato, quando è uscito il primo album, non pensavo assolutamente che ce ne sarebbero stati altri, ma, dopo Vol. II, sapevo che ne sarebbe arrivato un altro. E adesso sono aperto ad ogni cosa possibile e impossibile. Sono abbastanza contento di come è uscito Vol. III. Non ho la ben che minima idea se possa piacere agli altri. Sto semplicemente facendo quello che adesso mi sembra giusto.

AXS: Qual è la tua parte preferita nel fare questo?

LL: La mia parte preferita è semplicemente fare musica.

AXS: Da dove arriva l’idea del video di “Aetherside”?

LL: Abbiamo girato il video una notte a Evitskog. Matti Penttilä e Ili Marttinen sono arrivati con l’idea e abbiamo iniziato a girare. Penso che tutti abbiamo un’idea diversa di cosa accade realmente nel video, ma è arte. [ride]

 

AXS: Avete in programma alcune date in Finlandia, ma ci sono altre date in progetto e c’è una possibilità per una qualche data negli USA?

LL: Un tour in Europa è programmato per dicembre. Questo è tutto quello che posso dire al momento.

AXS: L’ultima volta che abbiamo parlato, stavi suonando a Detroit nel tour USA con I Cradle of Filth e abbiamo parlato del far crescere la vostra fan base fuori da quella degli HIM. Pensi che sia successo e quanto credi che quel tour abbia aiutato a raggiungere questa consapevolezza?

LL: Penso che in un certo senso sia successo e, certamente, tutto quello che fai, i concerti e gli album che realizzi aiutano. Ma ad essere sincero, provo a non pensare troppo a queste cose. Mi devo concentrare sul fare buona musica e suonare dei grandi show. Tutto il resto lo lascio agli altri.

AXS: Guardando al futuro, qual è il più grande obiettivo da raggiungere per la band durante l’anno? Ci sarà l’Helldone quest’anno e se sì, pensi che i Daniel Lioneye faranno un’altra apparizione?

LL: Il più grande obbiettivo per me era fare questo album. Tutto il resto è un bonus. Sono il tipo di persona che prende le cose come vengono, non programmo mai niente. Non abbiamo deciso se ci sarà l’Helldone quest’anno o no. Probabilmente faremo un incontro per parlarne presto. A causa di questo, non è chiaro quali band saranno sul palco. [Dopo l’intervista è stato annunciato che a causa dei vari side projects dei membri degli HIM e siccome non sono potuti tornare in studio, non ci sarà l’Helldone nel 2016 ma tornerà nel 2017.]

AXS: Ho visto che hai fatto qualche lezione di chitarra per Backstage Secrets. Ti sei divertito a condividere le tue tecnologie e conoscenze con altri? Per quelli che non sono avezzi al tuo lavoro alla chitarra, cosa vorresti far loro sapere a riguardo del tuo stile distintivo?

LL: Come prima cosa, ero molto scettico a riguardo di queste lezioni di chitarra perchè non mi considero un insegnante. Ho dato alcune lezioni di chitarra in passato ma questo era diverso. Fin’ora, è stato fantastico! Non vedo l’ora arrivi la master class di chitarra a San Pietroburgo l’11 settembre. Il mio eccellente tecnico della chitarra, Kimmo Aroluoma, mi raggiungerà e probabilmente finirà col condurre la conversazione. Alla fine, sono un suonatore di blues. Questo è tutto quello che c’è da sapere!

AXS: Infine, sembra che tu abbia sempre qualcosa in cantiere per quanto riguarda la musica, ma qual è la cosa che preferisci fare oltre questo nel tuo tempo libero? Dove possiamo trovarti quando hai bisogno di un po’ di tempo per rilassarti?

LL: Amo stare lontano dalle persone e amo fare lunghe passeggiate con il mio cane. Amo anche fare la sauna e dopo nuotare: combo perfetto! Davvero molto rilassante.

AXS: Alcune ultime parole per i fans?

LL: Vi auguro il meglio! Se avete del tempo libero, ascoltate Vol. III. Spero vi piaccia! Venite anche a vederci dal vivo!

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Traduzione  italiana  di Katia Arduini – Revisione a cura di Claudia Micacchioni.

Posted by Fabiana Urbisci

“È vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

 


“La Conoscenza è lì per essere condivisa, non per essere nascosta” – Intervista con Linde Lindstrom (HIM & Daniel Lioneye)

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Domenica 11 Settembre il Backstage Secrets ha accolto Mikko ‘Linde’ Lindstrom (HIM & Daniel Lioneye) e il suo tecnico della chitarra Kimmo Aroluoma a St. Pietroburgo per un incredibile masterclass di 4 ore. Sono accorsi all’evento fan entusiasti da tutto il mondo, così come persone che hanno visto da casa l’intero evento via streaming. Durante la master class, Linde e Kimmo hanno coperto una grande varietà di argomenti circa la guitar rig di Linde e hanno svelato molti segreti per raggiungere il suo incredibile e unico tono di chitarra. Per tutta la sessione, Linde ha suonato tracce degli HIM e dei Daniel Lioneye (incluse quelle di Vol III) e ha risposto a diverse domande del pubblico, sia di quello che si trovava a St. Pietroburgo sia di quello che guardava via internet.

Adam Jessop del Backstage Secrets ha avuto il piacere di intervistare Linde dopo l’evento per scoprire i suoi pensieri sulla presentazione della master class e sul lavoro con il Backstage Secrets. Ha anche colto l’opportunità di chiedere alcune cose sulla guitar rig, l’ultimo album rilasciato dai Daniel Lioneye (e il suo tour Europeo) e sulla sua vita da chitarrista al di fuori di una band.

Backstage Secrets: Ciao Linde. Come stai?

Linde: Bene! Abbiamo appena finito la master class che è andata bene.

BS: Fantastico. Quindi hai appena finito la master class di chitarra con Backstage Secrets. Come ci si sente nell’averlo fatto?

Linde: Oh è stato grande. Mi sono sorpreso di quanto sia stato veloce. Sono state quattro ore ma è sembrato niente.

BS: Sì lo stesso, io stavo guardando ed è andato tutto abbastanza veloce. Quindi lo si sente come un grande passo nella tua carriera? Essere improvvisamente non solo uno che suona la chitarra ma qualcuno che ha classi, lezioni e cose del genere su di essa. Come ci si sente?

Linde: Sì, a essere onesto è abbastanza strano. Sai, io che do lezioni di chitarra, ma grazie a Dio ho il mio tecnico con me che fa la maggior parte della conversazione!

BS: Quindi come sei salito a bordo del programma di Backstage Secrets? Qual è stata la preparazione per esso?

Linde: Tim Palmer ha suggerito che diventassi un residente di Backstage Secrets. Così ho incontrato Konstantin a Helsinki ed è iniziato tutto da lì. Abbiamo fatto una masterclass alla Finnvox con Brina Virtue e poi anche una piccola sessione nel negozio Kimmo a Helsinki. E ora questa è la terza. Quindi non è come se lo avessi fatto sempre, ma è ancora fresco.

BS: Come ci si sente in realtà a rivelare i tuoi segreti da chitarrista al pubblico? Sei felice che le persone si avvicinino al tuo tono? O ti senti come un mago che ha appena rivelato i suoi segreti?

Linde: No, penso che la conoscenza sia lì per essere condivisa, non per essere nascosta. E in ogni caso non si vuole copiare la roba di nessuno. Quindi l’informazione potrebbe uscire fuori. Non si è in grado di suonare come me o come qualcun altro se ci si prova. Non si tratta di marcia, il suono è tutto nelle dita in fondo.

BS: Si questa è la cosa principale che ho portato fuori dalla classe in realtà; prima di ogni pedale o amplificatore sono coinvolte le dita da cui parte tutto. Ok, ho alcune domande sulla tua guitar rig. Un po’ sono state risposte durante la master class ma ne ho ancora alcune di cui mi piacerebbe parlare. Quindi, quanto spesso cambi in realtà la rig? Nel corso degli anni sei passato dalla Marshall alla Laney e ora alla recente 5150. Cosa influenza le tue scelte?

Linde: Sì, la 5150 ho voluto aggiungerla per sostanza e forza e penso che la mia attrezzatura e la rig cambino a ogni tour praticamente. Dopo ogni album, quando si torna alle prove e si prova a riprodurre il suono live, si deve pensare sempre a “cosa si deve cambiare” e così via.

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BS: Lo fai da solo o lo fa Kimmo? Ti trova lui i pedali da provare o lo fai da solo e pensi “Oh mi piace questo! Provo ad adattarlo da qualche parte”

Linde: Beh, l’ultima volta sono andato al suo negozio, ho preso circa 40 pedali e li ho portati allo studio, solo per provarli tutti. Noi potremmo avere un’idea del tipo di suono che stiamo cercando così ne parliamo con Kimmo che cercherà di raggiungerlo e produrlo.

BS: Quanto ascolti Kimmo? Segui i suoi consigli su tutto in termini di cose come la messa in scena e l’ordine degli effetti? O qualche volta dici solo “No, farò a modo mio, mi piace questo”.

Linde: A volte sì, ma generalmente l’idea migliore è ascoltarlo. Lui è più bravo di me.

BS: Hai mai sentito un termine chiamato “GAS”? ‘Guitar Acquisition Syndrome’. Questa cosa per cui i chitarristi sono come “Oooo ho ottenuto quello, voglio questo, ho bisogno di quello”?

Linde: Sì è facile entrarci. Con la registrazione a casa hai il tuo piccolo studio e finisci di provare circa un milione di plugin e in realtà non ti concentri sulla musica. Ti perdi facilmente con tutti gli attrezzi.

BS: Sì sicuramente, devi sempre avere un po’ di gioco in giro con quello che hai. Ricordo cosa hai detto durante la class su Mickey Mouse e cose del genere. Devi solo suonarci intorno. Okay, ora passiamo un po’ a Daniel Lioneye. L’opinione generale è che Vol III sia il tuo lavoro più lucido. Sei d’accordo con questo?

Linde: Beh penso che sia il migliore dei tre album sicuramente e penso che abbiamo finalmente trovato ‘quel’ suono.

BS: Per quanto riguarda gli album precedenti, da quelli c’è ancora qualche traccia che rimane tra le tue tracce preferite?

Linde: Sì dal primo amo ancora King of Rock and Roll e International Pussy Lover è una delle mie preferite di tutti i tempi. Da Vol II The Mentat. La suoniamo ancora live.

BS: Ho visto che l’hai suonata dal vivo recentemente, è stato bello vedere questo lancio. Hai intenzione di suonare altri classici?

Linde: Da Vol II abbiamo un po’ di canzoni in mente, ma… non ricordo il nome… merda…

BS: Kiss of the Cannibal? I Saw Myself?

Linde: Sì, Kiss of the Cannibal era una di quelle, ma mi sono reso conto che il riff è simile a Aetherside quindi volevo toglierla.

BS: Quindi nel nuovo album il tuo famoso suono ‘wah’ è praticamente inesistente. Qual è la ragione che sta dietro di questo? Volevi fare qualcosa di diverso o semplicemente sentivi che non si adattava?

Linde: Beh, la cosa è andata così, ho fatto versioni demo di tutte le canzoni. Demo prototipo di loro, con tamburi programmati, e ho registrato gli assoli in presa diretta e mi sono piaciuti così tanto che non ho voluto farli di nuovo. Sono stati registrati senza un pedale wah. Così ho bloccato le demo. Questo mi succede spesso con gli assoli, la prima registrazione è sempre la migliore e quando inizio a pulirli va di merda!

BS: Sì, è come se perdessi ‘l’essenza’ iniziale e la passione dopo la prima registrazione. Ok, così siete in tour al momento; com’è suonare per un pubblico più piccolo rispetto ai grandi festival e arene. È più intimo o intimidatorio?

Linde: dico che i posti più piccoli e le audience più piccole sono più intimidatori rispetto a quei posti da 20.000 persone; non sembra vero. Anche il pubblico è molto più lontano, e non vedi nessuno in faccia, ma quando suoni nei piccoli club sono tutti vicini al tuo viso.

È molto personale.

BS: C’è stato qualche fan esageratamente entusiasta di recente ai vostri concerti?

Linde: Beh, certamente ci sono sempre fans entusiasti, ma sai… le persone sanno come comportarsi!

BS: Quindi c’è qualcosa al momento del tuo lavoro con i Daniel Lioneye che porterai negli HIM? Manterrai questo approccio metal ‘più pesante’ anche lì?

Linde: Beh… non so come sarà il sound futuro degli HIM. Quando prendi una pausa e nel frattempo fai qualcosa di diverso, si riflette sempre anche nelle cose degli HIM. Sub consciamente o anche se non ci pensi, accadrà.

BS: Ok, passiamo ad alcune domande sulla tua attività di chitarrista al di fuori dalle bands, tipo a casa. Come ti eserciti a casa? Suoni le basi o semplicemente ti eserciti da solo con la tecnica?

Linde: Suono le mie cose. Suono una chitarra acustica perché le corde sono più spesse e più alte ed è più difficile suonarla. Quando mi esercito con quella poi è più facile suonare con la chitarra elettrica, perciò lo trovo abbastanza utile.

 

BS: Ok, e a casa quanto sperimenti? Semplicemente ti siedi con i pedali e i settings, sei abbastanza coinvolto in questo?

Linde: Sì certamente. Mi perdo spesso con queste cose. Ed è molto divertente!

BS: Sì decisamente! Quando tempo perdi in internet cercando cose per la chitarra? Guardi recensioni, forum, video su Youtube?

Linde: Guardo alcuni dei miei show preferiti degli SYL su Youtube, o i miei show preferiti di Iggy. A volte guardo Gearslutz e cose del genere quando sto cercando certe informazioni su alcuni pedali o cose del genere. Ed è forte perché tutto è in internet al giorno d’oggi; se vuoi sapere qualcosa lo puoi scoprire molto velocemente.

 

BS: Sì internet va bene per questo. Palando di Youtube, guardi le cover delle tue cose? Ti piace ascoltare le persone che lo fanno, o non vuoi sentire le tue canzoni brutalmente uccise?

Linde: No, per niente! Penso che sia fantastico quando le persone fanno le cover. E’ sempre divertente guardarle. Non penso mai “come osa rompere la mia canzone ” non è mai così.

BS: Sì, a volte c’è chi le fa a modo proprio. Non è come la suoni, o qualcosa che puoi interpretare come ‘suonato male’ ma dev’essere carino sentirne una ‘versione’ diversa.

Linde: Sì non riguarda questo. Quando qualcuno fa una cover di una canzone mia l’apprezzo molto.

BS: Ok, un’ultima domanda… I dreadlocks… Qual è il loro futuro?

Linde: Haha! Beh sì, stanno ancora crescendo. Sono diventati abbastanza grandi!

BS: Sì ricordo quando hai iniziato a farli crescere intorno al periodo di Deep Shadows, e poi circa 7 o 8 anni fa li hai tagliati.

Linde: Sì, stavano diventando troppo lunghi, troppo pesanti e così un giorno mi sono stancato e ho preso un coltello e li ho tagliati.

BS: E com’è che adesso li tiri indietro? Sono finiti i tempi in cui li tenevi penzoloni davanti alla tua faccia?

Linde: Beh, sembra più figo… ma è così fottutamente fastidioso averli davanti alla faccia.

BS: Sì, posso immaginare che diventino d’intralcio quando stai suonando. Hai mai avuto un qualche incidente suonando dal vivo? Come loro che s’incastrano nelle corde?

Linde: Sì molto tempo fa. Questo è un altro motivo per cui adesso sono indietro – ride.

BS: Ok, bene è stato un assoluto piacere parlare con te Linde. Grazie per aver fatto la master class con noi di Backstage Secrets, e speriamo di lavorare ancora con te in futuro.

Linde: Sì, grazie Adam. Ti auguro il meglio!

 

BS: Ti auguro il meglio. Grazie Linde!

 

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Traduzione  italiana  di Katia Arduini e Claudia Micacchioni – Revisione a cura di Claudia Micacchioni, Katia Arduini e Floriana Pugliese.

Posted by Fabiana Urbisci

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Intervista a Daniel Lioneye by Chad Bowar

daniel-lioneyeSono passati sei anni dall’ultimo album dei Daniel Lioneye. Il frontman della band è il chitarrista degli HIM Linde Lindstrom, voce e chitarra nei Daniel Lioneye. Il resto della line-up include i suoi compagni degli HIM Migé e Burton, rispettivamente al basso e alla tastiera, insieme al batterista Seppo Tarvainen. Il loro ultimo album è Vol. III. 

Ho raggiunto Lindstrom per parlare del nuovo album dei Daniel Lioneye e altri argomenti. 

Chad Bowar: Come hai messo insieme la formazione per Vol. III?

Linde Lindstrom: Tornando indietro nel 2011, dopo l’uscita di Vol. II, abbiamo fatto alcuni spettacoli in Finlandia e un lungo tour americano di supporto ai Cradle of Filth con questa formazione e tutto sembrava giusto. Per me era ovvio che questa sarebbe stata la scaletta per Vol. III.

Come confronteresti il processo di scrittura rispetto ai primi due album dei Daniel Lioneye?

King of Rock ‘n Roll è stato scritto, registrato e mixato in cinque giorni, pur essendo molto ubriaco. Per quanto riguarda Vol. II, alcune delle canzoni sono state scritte quando ero un adolescente e altre erano nuove. È stato un approccio molto diverso rispetto al primo album e questa era l’idea. Dopo aver terminato il tour di Vol.II  nel 2011, i riff e le idee hanno iniziato ad apparire. Ho realizzato dei Pro Tools demo e li ho inviati alla band. I miei testi demo quasi onomatopeici non avevano molto senso, così Migè li ha riscritti.

Come si è evoluto il sound della band in questo disco?

Penso che si sia evoluto molto. E in un buon modo. Io ancora amo molto il sound del primo album, in particolare la padronanza di quell’ album è sorprendente. Vol. II suona piuttosto incasinato è questo il punto. È un album abbastanza impegnativo lo ammetto. Funziona meglio con delle buone cuffie e un volume alto, pur essendo già alto. Questo album è più facile da approcciare rispetto  a Vol. II. La band è rilassata, si gode il ritmo ed è dura allo stesso tempo. Si può sentire la band suonare, il che è raro di questi tempi. Inoltre, ero più sicuro delle mie parti vocali così si possono effettivamente sentire.

Che cosa ha ispirato i vostri testi questa volta? 

Come ho detto prima, Migé ha scritto la maggior parte dei testi. Siamo sulla stessa frequenza quindi li sento lo stesso molto personali. La crisi esistenziale/depressione è uno dei temi dell’album.

Com’ è diversa la versione 2016 di “Neolithic Way” di quest’album rispetto all’ originale?  

Credo che “Neolithic Way” spiccava di più su Vol. II e che non ha ottenuto il trattamento che meritava. In Finlandia abbiamo questa cosa chiamata “juostenkustu.” Questo è quello che mi sembrava su Vol. II. Abbiamo preso un po’ il ritmo e le voci sono più udibili tra le altre cose. Ha anche aiutato il fatto che abbiamo suonato questa canzone dal vivo un paio di volte durante il tour 2011. Sono così contento di averlo fatto di nuovo. Molto soddisfatto dalla nuova versione!

Molto è cambiato nel settore della musica dal tuo ultimo album con i Daniel Lioneye. Come si fa ad impostare le aspettative per un album?

Non imposto alcuna aspettativa a tutti. Come potrei? Basta prenderla come viene.

Con gli altri impegni, quanto siete in grado di stare in tour per questo disco? 

Suoneremo cinque spettacoli in Finlandia all’inizio di settembre e stiamo lavorando su alcune date europee. Questo è tutto quello che posso dire al momento.

Qual è stato il più memorabile spettacolo live dei Daniel Lioneye?    

L’intero tour 2011 negli Stati Uniti è stato incredibile! Grandi spettacoli e così tanti grandi ricordi! Conoscere i ragazzi dei Nachtmystium è stato uno dei punti salienti. Se dovessi scegliere uno spettacolo, probabilmente sarebbe quello al Nokia Theatre di New York.

Farai un master class di chitarra in Russia a Settembre. Quanto è gratificante trasmettere le tue conoscenze agli altri?

È molto gratificante. Non vedo l’ora di fare questo viaggio!

Chi sono alcuni chitarristi della generazione più giovane che ritieni abbiano grande talento?  

Non sono sicuro di cosa si intenda con giovani generazioni, ma ad essere onesti, non sono particolarmente colpito da tutti i nuovi chitarristi. Dove sono? Forse io non seguo abbastanza attivamente la nuova musica. Quando provo a pensare a qualche giovane chitarrista di interesse, non mi viene in mente nulla. Potrebbe essere colpa mia però.

Qual è lo stato del prossimo album degli HIM? 

Non ho nessuna novità a riguardo, mi spiace.

C’è qualcos’altro che desideri menzionare o promuovere? 

Beh, Spero che apprezzerete il nuovo album e vi ringrazio molto per questa intervista!

 

 

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Fonte

Traduzione  italiana  di Floriana Pugliese – Revisione a cura di Claudia Micacchioni

Posted by Fabiana Urbisci

“È vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”

 


Daniel Lioneye, ‘Aetherside’ Video Premiere in esclusiva

daniel-lioneye-2016-2-2Bentornati, Daniel Lioneye!

Sono passati otto anni dal secondo album della band, ma torneranno il 19 agosto con il loro album giustamente intitolato Vol. III e stanno collaborando con Loudwire per portarvi un nuovo video. Date un’occhiata in esclusiva alla clip di “Aetherside”.

 

Per chi non lo sapesse, i Daniel Lioneye sono il chitarrista Linde Lindstrom, il bassista Mige e il tastierista Burton degli HIM e il batterista Sepi. Il video, diretto da Matti Penttila, è incentrato su un uomo mascherato da maiale e il suo amico mascherato che partecipano ad una festa all’aperto di notte piena di creature mascherate. Tutto questo fa da sfondo alla canzone “Aetherside”, che è un rock pesante pieno di distorsioni.

Mige ci ha detto, “Per dimostrare la sua testi controversa una volta per tutte, Dr. Daniel Lioneye e la sua crew immaginaria di mostri hanno tentato di raggiungere l’altro lato dell’universo quantistico, e contattare gli esseri indicibili che occupano questi vuoti scuri, allucinanti. Il rituale ha avuto successo oltre le aspettative. Rispondendo alla chiamata ipnotica del Dr. Lioneye, un Messia alieno ha viaggiato attraverso vasti oceani di realtà/possibilità, e ha penetrato quella in cui viviamo. L’esplosione psichica della sua venuta ora sta riecheggiando nell’inconscio collettivo della nostra specie, segnando l’inizio dell’era dell’acquario. Questa è la testimonianza di questi eventi.”

Se vi piace quello che vedete e sentite, controllate Vol. III dei Daniel Lioneye, disponibile in preordine via Amazon e Omega Order.

Fonteheart

Traduzione  italiana  di Katia Arduini.

Posted by Fabiana Urbisci

“È vietata la riproduzione anche solo parziale di questo articolo/traduzione, sia in formato cartaceo che telematico, senza indicarne provenienza, senza chiedere l’autorizzazione agli autori o i dovuti crediti al Blog.”


DANIEL LIONEYE: Linde Lindström racconta come hanno dato vita al loro nuovo album feroce.

 daniel-lioneye-2016-2-2La passione di Linde Lindström per la musica gli ha permesso di raggiungere traguardi incredibili. Meglio conosciuto come chitarrista degli H.I.M., la sua insaziabile voglia di crescita nella musica l’ha portato ai livelli musicali più alti e ha fatto di lui uno dei musicisti più impressionanti. Tuttavia, è importante notare che il suo lavoro alla chitarra elettrica non è limitato al love metal, genere che ha contribuito a creare. Infatti, il suo progetto parallelo, Daniel Lioneye, presenta alcuni dei suoi lavori più importanti sino ad oggi.

Quando si sono formati nel 2001, i Daniel Lioneye in origine erano composti da Ville Valo (HIM) alla batteria, Mige (HIM) al basso e Linde (HIM) alla chitarra e alla voce. Lo stesso anno, hanno pubblicato “The King Of Rock ‘n’ Roll” in Finlandia e Germania, un album ‘ironicamente’ psichedelico di stoner rock. Esibendosi ai festival in Finlandia con il nome ‘Daniel Lioneye And The Joint Rollers’, la loro musica ha raggiunto presto il pubblico internazionale quando la title track dell’album è stata selezionata come tema per lo show di MTV di Bam Margera, Viva La Bam. Nel 2006, “The King Of Rock ‘n’ Roll” è stato il brano finlandese più suonato nel mondo (subito dopo Sibelius, naturalmente).

Nel 2008, Linde ha voluto realizzare un album dei Daniel Lioneye completamente diverso dall’ultimo. L’album seguente, intitolato semplicemente VOL II (The End Records), era un album di rock n’ roll estremo molto più pesante del primo, notevolmente influenzato dal black metal. L’album parlava della vita di tutti i giorni – divorzio, rapportarsi con situazioni difficili e con la gente, psicosi da cannabis, incubi estremi, realizzazione di se stessi, sesso, traslochi, cavarsela da soli, gestire la rabbia e l’universo.

Adesso, i Daniel Lioneye hanno collaborato ancora con The End Records (US) per realizzare VOL III, la cui uscita è prevista per il 19 Agosto. L’album è, per molti aspetti, una combinazione dei due tentativi precedenti. Crogiolandosi nel bagliore magnetico dell’aurora boreale, questo album tratta di crisi esistenziali – depressione, delusione, essere perso, non avere significato. Jason Price di Icon Vs. Icon recentemente ha incontrato Linde Lindström per discutere della sua vita musicale, del making of di ‘Vol. III’ dei Daniel Lioneye e di quello che il futuro gli riserva.

Partendo dall’inizio, quale è il primo ricordo della musica nella tua vita?

Mia mamma mi cantava una ninna nanna leggermente fuori tono.

Come hai iniziato a farti coinvolgere nell’ arte e nel suonare la chitarra?

Da ciò che ricordo, sono sempre stato affascinato dalla chitarra. Ho sempre saputo di voler essere un musicista. Imploravo i miei genitori a comprarmi una chitarra e finalmente ne ricevetti una mini acustica come regalo di Natale quando avevo 10 anni. Ho iniziato a prendere lezioni da subito. Ero molto motivato. Ho iniziato a suonare presto in ogni tipo di band.

Cosa ci puoi dire sul processo di trovare la propria voce creativa come musicista?

È un processo in corso. Più si invecchia e più si diventa sicuri. Almeno nel mio caso. Per me la cosa più importante è stata accettare me stesso così come sono e non ascoltare la gente che mi diceva come suonare o cosa fare con la mia vita. Sono un suonatore di blues a memoria.

Chi erano alcuni degli artisti e delle persone dietro la scena che hanno contribuito a plasmare l’artista che vediamo oggi?

La vita in generale. Tutte le persone e gli animali della mia vita. Tutta la musica che ho sentito. Iggy Pop, Black Sabbath, Jimi Hendrix, Kingston Wall, Nachtmystium, Elvis Presley solo per dirne alcuni.

Sei chiaramente molto motivato quando si tratta della tua carriera. Cosa ti ha mantenuto ispirato negli anni come artista e cosa ha alimentato il tuo fuoco creativo?

La musica per me è la via naturale per trattare tutte le emozioni e le difficoltà nella mia vita. Ogni giorno, la vita è la mia ispirazione. Normalmente quando mi prendo una pausa da tutto, la roba inizia ad uscire fuori.

Stai per rilasciare “Vol.III” dei Daniel Lioneye. Sono passati 8 anni dall’ultima uscita. Cosa ha reso questo momento adatto per la nuova registrazione?

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Ho lavorato sull’album per diversi anni, ogni volta che avevo tempo o quando ne avevo voglia. Volevo quasi non finisse. E’ stato un processo fantastico. Quindi, in pratica è il momento perchè è pronto, semplice.

Quali sono state le tue ispirazioni o gli obiettivi di quest’album quando hai iniziato? C’è stato qualcosa che volevi provare e che non eri riuscito a fare in passato?

Veramente non avevo nessun obiettivo. Non sento nulla quando scrivo qualcosa, semplicemente esce da qualche parte. Finisco col fare sempre le cose in maniera differente. Non ripeto roba vecchia. Volevo che questo album fosse meglio del precedente e volevo provare a produrre un sound vocale mai ascoltato prima. Ce l’ho quasi fatta.

Per i fan che hanno già familiarizzato col tuo lavoro precedente, questo album in che modo si paragona e come si differenzia?

In un certo modo è la combinazione tra “The King of Rock ’n Roll” e “Vol II”. Più cantato meno ringhiata. Più riff sofisticati, più melodia. Liricamente parlando il tema dell’album è la depressione, la crisi esistenziale.

Hai lavorato insieme ad altri membri della band per anni. Cosa ti fanno uscire a livello creativo?

Mi sento a mio agio con loro, musicisti incredibili e grandi persone. Noi lavoriamo sulla stessa frequenza. Mige ha scritto la maggior parte dei testi di quest’album e loro si sentono ancora bene e intimi con me. Questo dice molto.

Cosa ci puoi dire del processo di scrittura per la tua musica? Cosa è cambiato e cosa no negli anni?

Come ho detto precedentemente, non sento nulla quando scrivo qualcosa, esce da qualche parte. Una melodia, un riff, un ritmo, qualunque cosa. Poi programmo le batterie su Pro Tools e suono gli altri strumenti e mando i demo ai ragazzi. Un processo molto diverso se paragonato a “King of Rock n Roll”. In quel periodo siamo andati allo studio per cinque giorni senza materiale, ci siamo ubriacati e il resto è storia (ride). L’unica cosa simile a tutti e tre gli album è che le tracce base, le batterie, il basso e le chitarre sono state registrate in cinque giorni.

Quali sono state le sfide più grandi che hai dovuto affrontare per portare in vita l’album?

Sono pigro ma spensierato. Mi è sempre sembrato di trovare qualcosa di più importante da fare piuttosto che registrare la mia voce. Non mi piace la voce umana, specialmente la mia. Ho registrato tutte le parti vocali da solo nel mio studio a casa. Oltre a questo, è andato tutto bene.

Hai vissuto con queste canzoni per un pò di tempo. Quale canzone di “Vol.III” ti rispecchia maggiormente?

daniel-lioneye-2016-1-1Ho un rapporto di odio e amore con la musica, come con ogni cosa in realtà. Dei giorni le canzoni sono i più grandi capolavori mai scritti mentre altri dell’inutile merda. “Blood on the Floor”, “Ravensong” e “Aetherside” sono le mie preferite.

Come senti di esserti evoluto come artista da quando hai iniziato professionalmente?

Ho imparato a fregarmene di quello che la gente pensa di me. Questo mi ha dato un sacco di libertà sia come artista che come persona.

Come artista puoi dire così tante cose sulla situazione attuale della musica. Cosa ti eccita nell’essere un artista che lavora?

La musica mi eccita. Ti devi solo concentrare sulle cose per le quali puoi veramente fare e dimenticare tutto il resto. In caso contrario, saresti sempre turbato.

Dove ti vedi diretto musicalmente nel futuro – sia a breve che a lungo termine?

Non ne ho idea. Non penso in questo modo. Credo che starò ancora trascrivendo delle cose musicali che verranno da me. Questo è tutto quello che posso dire.

Qual è il modo migliore per i fan per sostenerti in questa fase della tua carriera?

Se vi piace l’album, compratelo, non scaricatelo gratuitamente. Inoltre venite a vederci live!

C’è in programma un tour americano per questo album?

Nessun programma ancora per quanto riguarda gli US. Suoneremo 5 live in Finlandia all’inizio di settembre e si sta lavorando per alcuni live europei.

Molti giovani artisti ti possono prendere come ispirazione. Qual è la miglior lezione che puoi ricavare dal tuo percorso artistico?

Come ho detto prima, per me è stato imparare a non preoccuparmi molto di quello che le persone pensano di me e lasciarmi andare. In sostanza, fare conto su me stesso. Lo consiglio a tutti.

Clicca qui per vedere il video: Daniel Lioneye – Ravensong (Vol. III)

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‘Vol. III’ è disponibile dal 19 agosto! Pre-order now:

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Traduzione  italiana  di Claudia Micacchioni, Katia Arduini.

Posted by Fabiana Urbisci

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I Daniel Lioneye mostrano in anteprima la nuova canzone “Ravensong”

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La rock band Daniel Lioneye che ha base ad Helsinki – che presenta alcuni membri degli HIM- rilascerà il suo primo nuovo album dopo otto anni, ‘Vol III’, il 19 agosto con la The End Records. Nell’attesa, la band si è unita con Revolver per presentare la sua nuova canzone “Ravensong”.

Il gruppo ha detto, “Ravensong parla di una storia di un amore eterno, un notevole attaccamento atrocemente incantevole che si è destinati a vivere ancora e ancora finché lui -o lei- finalmente non viene a patti con esso. Tutti i trucchi del più astuta artista della fuga, il narratore, sembrano essere inutili, e anche il cambiamento più grande di tutti, la morte, non offre sollievo.

‘Vol. III’ track list:

1. Messier 0

2. Blood On The Floor

3. Break It Or Heal It

4. License To Defile

5. Ravensong

6. Alright

7. Baba Satanas

8. Aetherside

9. Dancing With The Dead

10. Oh God In Your Great Mercy

11. Mathematics Of The Storm

12. Neolithic Way (2016)

 

Daniel Lioneye official
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Traduzione  italiana  di Claudia Micacchioni

Posted by Fabiana Urbisci


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